Stufo di acquistare ventilatori industriali che durano da Natale a Santo Stefano? Scopri allora come puoi comprare una ventola robusta ed affidabile, una di quelle costruite come si faceva una volta.

di | Aprile 17, 2018

ventilatori industriali non esistono più le ventole di una volta
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Se invece cercavi qualche informazione – e magari qualche consiglio – per essere sicuro di acquistare il giusto ventilatore industriale da installare nel tuo impianto, sei capitato sulla pagina giusta.

Questo articolo – che ammetto essere un po’ lungo – è quanto di più completo puoi trovare online su queste macchine a me così care.

Puoi leggere tutto d’un fiato le righe che seguono. Oppure puoi saltare direttamente alla sezione che più ti interessa tra quelle che vedi qua sotto:

Ho deciso di scrivere questo articolo dopo che il mio amico Claudio Delaini mi ha posto per l’ennesima volta la fatidica domanda:
Ma che differenza c’è tra ventilatori industriali, aspiratori e ventilatori di processo?

Avrò risposto 100 volte a questa domanda, – e lui ha capito le differenze, sono certo – ma questo è il suo modo di spingermi a chiarire questo dubbio che anche i suoi clienti hanno.

Non è infatti la prima persona che mi pone questa domanda.

Quindi eccomi qua a scrivere questo corposo articolo all’interno del quale non solo ti svelerò cosa significa realmente il termine ventilatori industriali, ma con l’occasione ti darò anche qualche dritta per comprare la giusta ventola per il tuo impianto.

Per prima cosa però devo far luce su quale sia il vero significato originale del termine ventilatori industriali.

Non è filosofia.

Come scoprirai leggendo, l’evoluzione subita da questa definizione ti interessa al 100% se vuoi acquistare delle ventole in grado di funzionare sul serio nel tuo impianto.

Oggi NON ha più senso parlare di ventilatori industriali per distinguerli da tutti gli altri meno nobili. Ecco tutte le GARANZIE su queste ventole che sono venute meno nell’ultimo decennio.

Hai capito bene.

Dopo la crisi del 2008 parlare di ventilatori industriali NON ha più nessun senso.

Ti basti pensare che lo stesso costruttore famoso per i ventilatorini per estrarre l’aria dal tuo bagno, afferma sul suo sito di essere un produttore di ventilatori industriali.

Te la immagini una ventola in plastica – progettata con l’idea di ridurne i costi per una vendita di massa – che lavora con fumi di fonderia o in ambienti ATEX?

Se hai risposto di no, purtroppo ti devi ricredere. E spesso questi ventilatori economici – perfetti per essere usati a casa tua – sono installati negli impianti più pericolosi.

Più avanti ti racconterò proprio la storia di un lettore di questo blog che mi ha chiesto una mano per sostituire dei ventilatori della stessa marca di quelli usati nel bagno di casa, usati per aspirare una miscela esplosiva di aria ed idrogeno.

Ora ritorniamo per attimo alla definizione di ventilatore industriale.

Quando le macchine erano costruite per durare, i “ventilatori industriali” erano una categoria speciale di ventole.

Quando da ragazzino mio padre mi cacciava – durante le vacanze estive – a fare il garzone in officina, mi capitava spesso di fargli domande sui ventilatori che vedevo costruire e spedire ai clienti.

Un giorno – era mercoledì 14 luglio del ’93, lo ricordo bene – gli domandai:

Papà, ma perché facciamo i nostri ventilatori così pesanti, pieni di rinforzi? Non possiamo ridurre i costi risparmiando un po’ di materiale?

Con un mezzo sorriso sulle labbra – questo è uno dei più bei ricordi che ho di mio padre – mi rispose convinto come da sua abitudine:

I nostri sono VENTILATORI INDUSTRIALI. Li progettiamo e costruiamo per durare decenni. Ecco perché sono così robusti e pieni di rinforzi. Certo, ci costano di più. Ma ai nostri clienti servono ventole che funzionano sempre, 24 ore su 24.

Ventilatori industriali: un sinonimo di robustezza e affidabilità.

Da quel giorno non ho più pensato per un solo secondo a lesinare sugli spessori usati, se questo poteva compromettere l’affidabilità delle ventole che producevo.

Inoltre negli ultimi mesi sto ricevendo numerose conferme di quello che mi aveva detto mio padre in merito ai ventilatori industriali.

Diverse ventole costruite tra gli anni 80 e 90, sono ancora oggi in funzione e chi le utilizza mi contatta per poterle sostituire dopo più di 20 anni di esercizio.

Uno dei tanti esempi è di un mio cliente di lunga data che lo scorso 14 giugno – come vedi dalla mail nell’immagine seguente – richiede al mio direttore commerciale la quotazione di un’intera macchina per sostituire il ventilatore centrifugo che vedi nell’immagine più sotto.

ventilatori industriali che durano 22 anni

Queste sono le foto del ventilatore e della targa dati che il mio cliente ha allegato alla mail.

ventilatori industriali che durano 22 anni foto della targa

La targa dati della ventola che vedi riporta come anno di costruzione il ’95.

Ecco allora la vera definizione – che nel tempo è svanita – di ventilatore industriale.

I ventilatori industriali sono macchine speciali pensate per poter funzionare in condizioni severe e gravose per almeno 20 anni, all’interno di impianti industriali che producono in continuo 24/24.

O almeno, questa era la definizione ai tempi di mio padre.

Ma come ti ho detto, purtroppo oggi non è più così.

Il motivo è molto semplice.

La crisi del 2008 e la conseguente riduzione degli investimenti nell’edilizia, ha spinto tutti i costruttori di ventole per uso civile – e molti cantinari improvvisati – ad entrare nel mondo dei ventilatori industriali.

Prima della famosa crisi del 2008, il mondo dei ventilatori era diviso in due grandi famiglie.

Da un lato c’era chi produceva ventole per uso civile e per il condizionamento, realizzate in lamierini sottili e prodotte in serie in grandi quantità.

Macchine economiche e pronte a magazzino, che ovviamente NON erano progettate per lavorare in condizioni critiche.

Poi c’era il mondo dei ventilatori industriali.

A produrre queste macchine speciali – molto robuste e pesanti – c’era la mia azienda insieme a pochi altri costruttori (eravamo in totale in 4 in Italia)

Poi il crollo dei mercati e la conseguente crisi nel settore immobiliare, ha ovviamente ridotto drasticamente il possibile mercato di chi vendeva ventilatori per uso civile.

Ecco perché – pur di sopravvivere – molti di questi costruttori hanno iniziato a chiamare i loro prodotti “ventilatori industriali” e si sono buttati a rifilare ventole da battaglia all’interno di acciaierie, raffinerie, industrie chimiche…senza minimamente provare a rendere più affidabili e robusti i loro prodotti.

Hanno semplicemente scritto “ventilatori industriali” sui loro siti web e nei loro cataloghi.

Ma nemmeno una vite è stata cambiata rispetto alle stesse ventole che ti vendevano fino a poco prima per cambiare l’aria al tuo bagno di casa.
ventilatori industriali esempio di ventola da battaglia
Quello che vedi in questa fotografia è un ventilatore centrifugo che un mio cliente mi ha mandato da revisionare.

Ci credi se ti dico che questa ventola è installata su un forno per il trattamento termico dell’acciaio, che deve lavorare 24 ore su 24 per 7 giorni la settimana?

Il problema del mio cliente è infatti che questo ventilatore “industriale” (così gli è stato venduto) va in crisi con forti vibrazioni ogni 4 mesi, costringendolo a fermare tutta la linea di produzione.

Tralasciando gli spessori ridotti al minimo, la scarsa affidabilità di questa ventola è dovuta essenzialmente a due motivi.

Il primo è legato al tipo di cuscinetti utilizzati. Come vedi si tratta di supporti molto piccoli, tra l’altro tenuti in posizione da quattro braccetti in lamierino imbullonati alla chiocciola del ventilatore.

La vita utile di questi cuscinetti – nelle condizioni di funzionamento all’interno di un ambiente industriale – si riduce drasticamente. NON è nemmeno possibile procedere con la lubrificazione periodica.

L’altra causa di continue vibrazioni della ventola è legata proprio alla tipologia costruttiva.

Questo tipo di ventilatori centrifughi usati come standard all’interno dei condizionatori, ha una doppia aspirazione. Sono infatti previsti per funzionare dentro una UTA (Unità di trattamento aria) con aria che è passata prima attraverso dei filtri.

Chi ha scelto questa macchina a suo tempo, installandola sul forno del mio cliente, non ha pensato a questo aspetto.

Come infatti puoi notare anche dalla fotografia, dove l’aria entra si nota un accumulo di polvere. Questa sporcizia, entrando nel ventilatore, si attacca alla girante causando un forte aumento delle vibrazioni.

Quando acquisti un ventilatore industriale, NON contano solo la portata e la pressione che – se tutto va bene – riesci ad ottenere.

Se progetti impianti o – a maggior ragione – sei chi li deve utilizzare, nella scelta di una ventola devi anche considerare la sua affidabilità nel tempo.

Quello che ti ho mostrato nella foto – e che il mio cliente si è purtroppo ritrovato nel suo impianto – è stato venduto come ventilatore industriale, quando in realtà è una comunissima ventola per condizionatori.

Un altro esempio di ventola da battaglia spacciata come ventilatore industriale, è quello che vedi in questo video.

Me lo ha inviato un mio cliente estrusore di alluminio, per una revisione veloce.

Ora dimmi una cosa. Se conosci il mondo industriale, quello vero e pesante, ti pare che una macchina di questo tipo sia in grado di resistere per decenni?

Ecco allora che per distinguere le mie macchine da quelle di tutti i finti costruttori di ventilatori industriali, ho iniziato a parlare di un altro tipo di ventole.

Da ventilatori industriali a ventilatori di processo. Cambia il nome ma resta la vecchia essenza del concetto di “industriale”: robustezza ed affidabilità.

Per chi non è un costruttore di ventole come me, NON è semplice capire le differenze tra diverse proposte tecniche che riceve per un impianto.

Soprattutto quando sulla carta sembra tutto uguale.

Poiché come ti ho mostrato il termine ventilatori industriali NON ha più alcun significato, si è reso necessario ristabilire una differenza tra ventole progettate per lavorare in continuo in condizioni critiche e le altre studiate unicamente per ridurne il costo.

Come racconto anche nel mio libro “Fans for Industrial Process” (in vendita su Amazon a questo link: http://amzn.to/2z8e8kD ) in un mondo nel quale anche l’aspiratore del bagno viene chiamato ventilatore industriale, ha senso iniziare a distinguere le ventole in base al loro utilizzo specifico.

I ventilatori di processo sono quindi delle macchine intimamente legate con il funzionamento di un particolare processo produttivo.

Se la ventola si ferma, tutta la produzione resta a piedi.

Possiamo dire che sono una categoria speciale di ventilatori industriali, in quanto generalmente sono installati all’interno di un’industria.

A differenza di tutte le altre ventole industriali, quelli di processo sono però ventilatori critici per il corretto funzionamento di una o più linee di produzione.

Da questo punto in poi, parlerò di ventilatori industriali con un riferimento specifico al loro utilizzo in un processo produttivo.

Quello che leggerai da adesso in poi NON ha quindi a che fare con l’estrattore per il bagno, l’aspiratore per fumi di saldatura o l’impianto di raffrescamento del capannone.

Come scegliere un ventilatore industriale da installare nel tuo impianto, evitando problemi di scarse prestazioni e SENZA correre il rischio di acquistare una ventola che va bene solo per il bagno di casa tua.

Il dimensionamento di un ventilatore dovrebbe essere responsabilità di chi te lo fornisce.

Tra noi due sono infatti io quello che – almeno in teoria – è più esperto di ventole.

Purtroppo però molto spesso sei costretto ad avere a che fare con un rivenditore o rappresentante – che oltre ai ventilatori vende di tutto e di più – e che ha poco interesse a cercare la soluzione più adatta a te.

Gli basta assicurarsi una provvigione sul venduto.

Ho scritto un intero articolo su come scegliere un ventilatore centrifugo industriale, quindi evito di dilungarmi troppo in queste righe.

Puoi anche scaricare gratuitamente un esempio pratico di scelta di un ventilatore industriale, che ho preparato per uno studente universitario che ha chiesto il mio aiuto.

Ottieni il file dell’esempio di scelta di un ventilatore, cliccando su questo pulsante.

ventilatori industriali scarica l'esempio di scelta di un ventilatore

Nelle righe che seguono voglio darti un riassunto – molto pratico e veloce – dei passi più importanti che devi compiere per il corretto dimensionamento di un ventilatore industriale.

3 preziosi consigli per aiutarti a NON commettere errori – che i tuoi fornitori ti faranno pagare a caro prezzo – quando devi comprare dei ventilatori industriali

Se mi dovessi chiedere qual è la cosa più importante da considerare quando si acquista una ventola industriale, sarei in difficoltà nel risponderti.

NON esiste infatti “LA” cosa più importante.

Ho però pensato di fare un minimo di selezione e darti queste 3 dritte che possono davvero farti risparmiare denaro. (ed evitarti pessime figuracce con colleghi e clienti)

1) Usa le curve caratteristiche dei ventilatori industriali come mappe per navigare in cerca della ventola perfetta per il tuo impianto.

Magari anche tu quando guardi la curva di portata e pressione di una ventola vedi solo un insieme confusionario di linee.

Eppure ti posso assicurare che in quel grafico si nascondono spesso molte più informazioni di quante tu possa immaginare.

Come ho già detto all’interno di questo articolo in cui parlo della curva caratteristica di un ventilatore industriale – oltre ad utilizzarle per scegliere la ventola di cui hai bisogno – puoi prenderle come forma di controllo dei tuoi fornitori.

Grazie a questi grafici puoi ad esempio verificare se ti stanno fornendo una ventola con una velocità dell’aria talmente elevata da farti sprecare inutilmente energia elettrica.

Oppure puoi controllare che non ti stiano vendendo un ventilatore che lavora molto vicino alla zona di pompaggio, rischiando quindi di andare in mille pezzi dopo poche settimane dall’installazione.

Voglio condividere con te un piccolo trucco del mestiere, che può salvare diverse vite.

Se vuoi essere certo di evitare che un ventilatore industriale esploda in mille pezzi a causa del pompaggio, fai sempre in modo che la portata del punto di massimo della curva sia al massimo pari al 60% del tuo punto di funzionamento.

Spesso un’immagine dice più di mille parole. Quindi nel grafico che vedi qua sotto trovi mostrato graficamente il consiglio che ti ho appena dato.
ventilatori industriali come evitare pompaggio

Come ti ho segnato nella curva del ventilatore, la differenza tra la portata di funzionamento e quella limite della zona di pompaggio (delimitata dalla curva rossa) è pari al 40% del volume di aria spinto dalla girante in esercizio.

Sempre guardando le curve caratteristiche dei ventilatori industriali, puoi farti un’idea di quando onesto sia il tuo fornitore.

Spesso infatti pur di ridurre il prezzo del ventilatore – e quindi risultare più competitivi – alcuni costruttori ti propongono delle macchine molto veloci e con diametri più piccoli. (più è piccola la ventola, meno costa ovviamente)

Riducendo però la taglia del ventilatore, il punto di funzionamento si sposta nella parte più a destra della curva di portata e pressione. In quella zona il rendimento cade drasticamente, innalzando la potenza assorbita.

Ti illudono di spendere poco con un basso prezzo del ventilatore, ma poi sarai costretto a pagare dei consumi molto più elevati per ogni ora di funzionamento. Per sempre.

Vedi quanti segreti si nascondono dietro a quelle linee così complesse all’apparenza?

Sono certo che ora le guarderai con un altro occhio.

Quindi passiamo al secondo consiglio.

2) Vuoi essere certo di installare una ventola capace di fornirti la pressione che ti serve nell’impianto? Allora non trascurare la densità nel dimensionamento di un ventilatore industriale

Anche in questo caso, ho scritto un intero articolo sull’importanza del corretto calcolo della densità di un ventilatore centrifugo, quindi riassumerò in queste righe i passi più importanti.

Per prima cosa devi sapere che sia la prevalenza che la potenza assorbita da una ventola, variano quando cambi la densità del gas trasportato.

Per questo motivo le curve caratteristiche dei ventilatori che trovi nei cataloghi sono tutte disegnate considerando una densità pari a 1,2 kg/m³. (cioè il valore dell’aria a 20°C, all’altezza del mare con pressione atmosferica pari a 101325 Pa)

È una convenzione stabilita per avere un termine di paragone uguale per tutti.

Il problema è che nel tuo impianto è quasi impossibile che ti ritrovi veramente con queste condizioni di funzionamento.

Certamente avrai temperature diverse. L’altitudine sul livello del mare sarà molto probabilmente diversa. Magari poi hai anche un lungo tratto in aspirazione e quindi una pressione negativa quando il gas entra nel ventilatore.

Tutte queste condizioni comportano variazioni – spesso molto alte – nella densità del gas che la ventola “sente” quando funziona.

La formula per il calcolo della densità di un gas è questa (semplificata senza tenere conto dell’umidità relativa):

ventilatori industriali formula calcolo densità

Dove T e p1 sono la temperatura e la pressione del gas misurati sull’aspirazione del ventilatore, mentre pb è la pressione atmosferica.

Se provi ad applicare questa formula nel caso di una temperatura del gas pari a 100°C – lasciando perdere il termine della pressione – ti puoi rendere conto di come la densità del gas si riduce di oltre un 20%.

La prevalenza di un ventilatore è direttamente proporzionale alla densità, come ti mostra questa formula:

ventilatori industriali formula calcolo pressione con densità

Quindi se riduci la densità di un 20%, anche la prevalenza fornita dalla ventola di riduce in pari misura.

Ecco perché prima di utilizzare il valore della prevalenza del ventilatore all’interno delle curve del catalogo, devi “convertire” questo numero al valore di densità con il quale sono tracciati i grafici, cioè 1,2 kg/m³.

Altrimenti è garantito al 100% che il ventilatore industriale che comprerai, NON sarà in grado di far funzionare il tuo impianto.

In questo video ti mostro – grazie ad un esempio pratico – il disastroso effetto di una selezione di una ventola industriale eseguita SENZA tenere conto della giusta densità del gas.

Anche nell’esempio di una scelta di un ventilatore industriale di cui ti ho parlato poco sopra, mostro nel dettaglio come tenere conto della densità quando devi utilizzare le curve di portata e pressione per acquistare una ventola.

Quindi se non l’hai ancora fatto, scarica il documento Esempio pratico di selezione di un ventilatore industriale cliccando sul pulsante che trovi qua sotto.

ventilatori industriali scarica l'esempio di scelta di un ventilatore

Passiamo al terzo ed ultimo consiglio che voglio condividere con te.

3) Le giranti dei ventilatori industriali NON sono tutte uguali. Ogni impianto ha UNA SOLA ventola perfetta per funzionare per decenni, quindi ecco come puoi scegliere quella che fa al caso tuo.

Quello che sto per dire manderà su tutte le furie i costruttori di ventilatori standard, che tanto si prodigano per farti credere che qualsiasi ventola va bene per il tuo impianto.

La verità è invece un’altra.

E talmente mi sto sgolando per diffonderla, che oramai amici e collaboratori mi prendono in giro su quello che è diventato quasi il mio grido di battaglia.

NON può esistere un ventilatore che va bene per tutto. Ogni settore industriale è un mondo a sé.

La mia amica Ornella, stufa di sentirmi borbottare questa frase, ha addirittura creato un meme per prendermi in giro.
ventilatori industriali ogni settore merita un suo ventilatore speciale
Ma esiste un motivo se insisto su questo aspetto.

A seconda dell’utilizzo che devi farne, alcune tipologie di ventilatori industriali sono la scelta perfetta, altre invece sono come minimo l’opzione peggiore. (se non addirittura la causa di un incidente o di un’esplosione in fabbrica)

A dimostrazione che non è una mia sega mentale, se ci fai caso anche nei cataloghi standard ogni tipologia di ventola è “consigliata” per certe applicazioni.

Vediamo allora come puoi decidere – in base al tipo di processo che devi svolgere nel tuo impianto – quale sia la migliore tipologia di ventilatore centrifugo che puoi installare.

Ventilatori industriali per aria pulita

Quando devi aspirare aria “pulita”, cioè quella atmosferica, non ci sono particolari esigenze di resistenza o di sicurezza.

In questi casi ti consiglio di scegliere una ventola con il più alto rendimento, in modo da ridurre al minimo i consumi di energia elettrica. (e quindi i costi di esercizio)

Le tipologie di giranti che ti garantiscono bassi consumi sono quelle chiamate Air-foil (o a profilo alare) e quelle rovesce.

Per grandezze piccole del ventilatore, l’esecuzione con girante montata sul motore elettrico va più che bene.

Se invece – per darti la portata di cui hai bisogno – il diametro della girante supera i 900 mm, allora ti consiglio di scegliere macchine con un albero intermedio sul quale è montata la girante.

ventilatori industriali esecuzione 8G con giunto meccanico

Questo per garantirti una maggior durata senza guasti del ventilatore.

I cuscinetti dei motori elettrici NON sono infatti progettati per sopportare elevati carichi, come quelli ad esempio generati dal peso della girante.

Infine non ci sono particolari prescrizioni per i materiali utilizzati nella costruzione della ventola e della struttura del ventilatore. Un comune acciaio al carbonio può andare più che bene.

L’importante è che girante, chiocciola e sedia di sostegno del motore (o del gruppo albero più motore) siano realizzate mediante lamiera saldata in continuo.

Stai acquistando un ventilatore industriale – anche se non lavora nelle condizioni più critiche – e non un aspiratore per il bagno di casa.

Un minimo di robustezza ed affidabilità devi sempre ricercarla quando installi queste ventole nel tuo impianto o in quello di un tuo cliente.

Ventilatori industriali per trasporto polveri o fibre

Non mi riferisco al normale pulviscolo che si trova in genere nell’aria.

Quando parlo di trasporto polveri intendo proprio il caso di un ventilatore industriale che deve aspirare aria o gas con concentrazioni di polveri o fibre non indifferenti per muoverle da una parte all’altra dell’impianto.

Per questo tipo di applicazioni le giranti con pale a profilo alare NON sono una buona scelta, in quanto cave e – se si bucano a causa dell’erosione create dalle polveri – possono riempirsi di materiale, causando forti vibrazioni e rotture premature dei cuscinetti.

Se devi trasportare polveri secche e che non tendono ad appiccicarsi, allora una girante con pale rovesce può ancora andare bene.
ventilatori industriali esempio girante a pale radiali
Nel caso invece di fibre o di polveri umide, che tendono ad aggregarsi ed accumularsi intorno a qualsiasi spigolo, la soluzione migliore per evitare rogne è una girante con pale radiali. (anche dette autopulenti)

Infine, se devi trasportare particelle molto dure ed abrasive (metalli, cenere, minerali, vetro, etc) allora il materiale utilizzato per costruire la girante deve essere uno dei cosiddetti acciai antiusura, cioè con elevate durezze superficiali che garantiscono una maggiore resistenza all’abrasione.

Max 400, Naxtra, Durostat…sono solo alcuni nomi commerciali dei materiali che utilizzo nei miei ventilatori industriali per applicazioni con polveri abrasive.

IMPORTANTE: la velocità di rotazione di un ventilatore per polveri non dovrebbe mai essere troppo elevata.

Come buona norma non dovrebbe superare i 1800/1’, per evitare un’eccessiva usura della girante – il potere abrasivo delle polveri aumenta con la velocità con la quale “sfregano” – e vibrazioni eccessive dopo pochi mesi di funzionamento.

Per quanto riguarda l’esecuzione costruttiva, vale quanto detto prima per i ventilatori per aria pulita.

Per ventole di piccola taglia, la girante direttamente montata sul motore può andar bene. A patto ovviamente che il motore non giri a 3000/1’, altrimenti viene meno quanto ti ho appena segnalato sulla massima velocità di funzionamento.

Per diametri della girante superiori ai 900 mm invece devi utilizzare un albero intermedio, accoppiato al motore tramite un giunto meccanico o una trasmissione a cinghie.

Ultima nota.

Installare dei sensori di vibrazioni sui due cuscinetti è sicuramente una mossa intelligente per evitare di distruggere la ventola in caso di eccessivo accumulo di polveri sulle pale. (anche nel caso di pale radiali)

Guarda questo video per farti un’idea più chiara delle giranti che ti ho appena illustrato e di come sono fisicamente realizzate.

Come comprare ventilatori industriali per alte temperature che NON fondono dopo poche settimane di funzionamento

Ahhh le ventole per alte temperature…le mie preferite.

Lo so non si dovrebbero fare differenze con i propri “figli”. Ma è più forte di me.

I ventilatori per alte temperature – e quando dico alte intendo sopra i 500 °C – sono quelle che più mi emozionano. Così piene di sfide per un ingegnere e sempre pronte a superare i limiti imposti dai migliori materiali.

Certo anche gli altri ventilatori industriali – soprattutto quelli ATEX – sono entusiasmanti per me.

Ma quando un cliente mi contatta per avere delle mie macchine da installare in un forno per riscaldare l’acciaio a 800-950°C, il mio cervello inizia freneticamente a progettare.

Quindi ecco i consigli che posso darti sulle ventole che più amo.

In merito a quale tipologia di girante utilizzare, non ci sono particolari raccomandazioni.

Se progettate correttamente – come ti spiegherò più avanti – è possibile utilizzare qualsiasi tipo di pala.

La grande differenze sulla durata ed affidabilità dei ventilatori industriali per alta temperatura la fa in realtà il metodo usato per il calcolo degli spessori da usare.

Come ho scritto in maniera dettagliata nel mio libro Forni da INCUBO (in vendita su Amazon a questo link http://amzn.to/2t5p6TY) superata la temperatura di 550 °C gli acciai iniziano a subire l’effetto dello scorrimento viscoso.

Di cosa si tratta?

Detto in parole povere, si ha lo scorrimento viscoso quando un componente si deforma solo per l’effetto del suo stesso peso, senza che vi siano altre forze applicate.

Quando i ventilatori industriali devono poter lavorare a temperature più alte di 550 °C è quindi necessario tenere conto di questo fenomeno.

In particolar modo, il metallo è meno resistente agli sforzi pertanto è necessario aumentare gli spessori della girante, che è il componente più sollecitato di un ventilatore,

In alternativa bisogna utilizzare delle leghe di nichel speciali molto più resistenti a temperature elevate. (e decisamente più costose)

Purtroppo sul metodo di progettazione dei ventilatori industriali per alte temperature NON posso darti un criterio tangibile per scoprire se il tuo fornitore ha fatto le cose come si deve o se invece è un costruttore un po’ furbetto.

L’unica cosa che puoi fare in questo caso è di imporre – prima di procedere con l’ordine – che la girante del ventilatore sia dimensionata usando il carico di rottura a 100.000 ore. (è il carico in grado di rompere un provino dopo 100.000 ore ad una certa temperatura)
ventilatori industriali per alta temperatura girante deformata
Se per sbaglio capiti tra le mani di qualche fornitore troppo scaltro – che cerca di convincerti con prezzi stracciati – potresti trovarti con una ventola progettata ignorando il fenomeno dello scorrimento viscoso.

Cosa succede quindi?

In poche settimane di funzionamento ad alta temperatura, la girante inizia a deformarsi come quella che vedi nella fotografia qua a fianco.

Come puoi vedere il disco anteriore della girante NON è più in piano e per questo si discosta dalla riga messa a confronto.

Una volta che il materiale si deforma, è solo una questione di tempo prima che la ventola si rompa dentro al forno.

Per quanto riguarda invece l’esecuzione costruttiva, per i ventilatori industriali ad alta temperatura è da BANDIRE l’installazione della girante direttamente sul motore elettrico.

Il motivo è banale.

La girante a contatto con i gas caldi trasmette tutto il suo calore all’albero e da questo ai cuscinetti.

Un motore elettrico NON è progettato per sopportare questo grande flusso di calore. Il grasso dentro ai cuscinetti si rovina molto in fretta, perdendo le proprie capacità lubrificanti.

Ecco perché nei miei ventilatori industriali per alta temperatura inserisco sempre una piccola ventolina di alluminio. Il suo scopo è proprio quello di disperdere il calore che arriva dalla girante verso l’ambiente, proteggendo in questo modo i cuscinetti.

Se monto la girante direttamente sopra il motore elettrico, è chiaro che non c’è lo spazio per inserire la ventolina di raffreddamento.

Si, qualcuno può dirti che ha trovato una soluzione a questo problema.

Ne ho viste di ogni tipo.

Motori elettrici con alberi speciali, molto lunghi, che però hanno poi grossi problemi di vibrazioni.

Materiale isolante come lana di roccia pigiato all’interno del mozzo – il tondo forato sulla girante dentro al quale entra l’albero del ventilatore o del motore – con la speranza di ridurre il calore trasmesso.

Sono tutti accrocchi che se anche risolvono un problema, ne creano altri più gravi.

Tieni inoltre presente che sopra i 650 °C per poter garantire un corretto funzionamento dei cuscinetti, è necessario far passare acqua dentro all’albero per raffreddarlo correttamente.

Te lo immagini un motore elettrico dentro al quale passa dell’acqua?

Ti consiglio davvero di dare una lettura al mio libro Forni da INCUBO e di scoprire i “5 trucchi sleali utilizzati da chi vende i ventilatori per alte temperature per forni industriali”.

Se acquisti ventilatori industriali per i tuoi forni o per altre applicazioni ad alta temperatura, grazie alle dritte che ti fornisco nel libro potresti davvero evitare disastrose sorprese.

Ora, pur con un filo di dispiacere, chiudo questa parentesi sulle ventole per alte temperature e passo all’applicazione successiva.

Ventilatori industriali per impianti di filtrazione. Se proprio vuoi comprare a prezzi stracciati, ascolta almeno questo importante consiglio.

Una delle battaglie più difficili da combattere è quella contro la tendenza ad installare delle ventole “giocattolo” sugli impianti di aspirazione e filtrazione.

È quasi una partita persa.

Da una parte alcuni utilizzatori finali che quando acquistano questi impianti li vedono solo come un costo inutile, una rottura di scatole obbligatoria.

Così vanno in cerca del prezzo più basso possibile, senza nessun interesse sulla reale affidabilità e sul corretto funzionamento dell’impianto.

Dall’altro lato ci sono poi i produttori di filtri industriali.

Se i loro clienti NON hanno nessun interesse alla qualità ed al corretto funzionamento dei loro impianti – ma sono solo ossessionati dallo spendere il meno possibile – non c’è da stupirsi se i costruttori di filtri cercano di risparmiare su ogni singolo componente, ventilatore incluso.

Quindi getto la spugna. Compra pure un ventilatore da battaglia ma almeno dammi retta su questo punto. Ne va della sicurezza dei lavoratori.

Si tratta solo di avere una piccola precauzione nel dimensionamento del ventilatore.

Quando selezioni la ventola dal catalogo – o se chiedi al tuo fornitore di farlo per te – verifica sempre che anche nel caso di filtro sporco e intasato, sei al di fuori della zona di pompaggio.

In parole povere il punto di funzionamento teorico, con il filtro appena installato, deve essere abbastanza lontano dal limite di pompaggio del ventilatore industriale scelto.

Spesso questo significa comprare una macchina più piccola. Quindi ti sto anche facendo risparmiare qualche soldino. (anche se i consumi elettrici saranno un po’ più alti, quindi può capitare di dover installare un motore di una taglia più grande)

Questo è l’unico consiglio che voglio lasciarti per i ventilatori industriali destinati agli impianti di filtrazione standard.

Ovviamente se i filtri devono trattare polveri esplosive, come ad esempio quelle prodotte dalla lavorazione dell’alluminio, allora le cose cambiano.

Per impianti di filtrazione ATEX, NON puoi andare alla ricerca del prezzaccio.

Ventilatori industriali ATEX. I 3 dettagli più importanti da controllare quando ne installi uno nel tuo impianto, se vuoi evitare TRAGICHE esplosioni. (e salvarti da lunghi processi penali)

Sul mondo dell’ATEX ultimamente sto cercando di portare avanti una vera e propria crociata contro le false credenze e la superficialità con la quale si gestisce il rischio di esplosione.

Giusto un paio di settimane fa mi contatta un ingegnere che sta effettuando una serie di controlli sulla sicurezza in una centrale termoelettrica.

Carlo, questo il suo nome, deve in particolare sistemare l’impianto di aspirazione nel locale di ricarica batterie.

In questo ambiente infatti – durante la fase di carica – si produce idrogeno, un gas altamente infiammabile ed esplosivo.

Le carte con la valutazione del rischio di esplosione ed il calcolo delle misure di protezione sono fatte molto bene, perfette.

Ma durante un sopralluogo si accorge di un dettaglio inquietante.

Le ventole installate nell’impianto di aspirazione NON sono per nulla ATEX. Anzi non sono nemmeno dei ventilatori industriali.

Si tratta di semplici aspiratori assiali della stessa marca che puoi trovare nei bagni dei locali pubblici.

Realizzati in plastica leggera, prestampati, NON hanno minimamente una marcatura ATEX adeguata all’atmosfera esplosiva contenente idrogeno.

Come sempre capita. Tutte le carte ed i documenti burocratici perfettamente compilati.

Ma quando poi si tratta di acquistare dei ventilatori ATEX, le specifiche tecniche perdono ogni importanza nei confronti del budget.

A Carlo tocca quindi il compito di trovare un fornitore in grado di costruire dei ventilatori ATEX per idrogeno, che siano veramente sicuri, in modo da sostituire gli aspiratori completamente NON adeguati.

Ora, io capisco che è complicato riuscire a comprendere tutte le sigle complicate e quasi ermetiche che definiscono il livello di protezione di un ventilatore ATEX.

Per questo motivo ho scritto un articolo intero nel quale ti mostro come ordinare un ventilatore industriale ATEX.

Il mondo delle ventole per atmosfere esplosive è però così ampio e complesso, che ho sempre l’impressione di non aver detto abbastanza.

Questo articolo è però già abbastanza lungo, pertanto cerco di riassumerti le 3 dritte più importanti grazie alle quali potrai essere certo di evitare catastrofiche esplosioni.

1. Controlla di ricevere il certificato ATEX dell’assieme ventilatore con motore.

Cosa significa?

Sia il ventilatore che il motore presi singolarmente, devono essere certificati ATEX. Su questo NON dovrebbero esserci dubbi.

Chi si occupa però del loro montaggio – cioè l’assieme dei due – deve garantirti che ha rispettato i requisiti di sicurezza e quindi apporre una marcatura ATEX specifica.

Questa informazione la puoi trovare nella dichiarazione di conformità UE o nel certificato ATEX. (che purtroppo però ti verrà consegnato solo dopo aver ricevuto il ventilatore ATEX)

ATTENZIONE: Per risparmiare qualche soldino, potresti essere tentato di acquistare il ventilatore da un fornitore e poi comprare un motore che installi tu.

Va benissimo, per carità. Il fornitore sarà certamente felice che lo scarichi di un anticipo di cassa, ma soprattutto che lo liberi da ogni responsabilità penale su quella macchina.

Dal punto di vista legale infatti stai diventando TU il fabbricante del ventilatore ATEX, quindi tocca a te produrre tutti i documenti e rispondere di qualsiasi incidente o esplosione che provocherà.

2. Assicurati che non ci sia nessuna “X” alla fine della marcatura ATEX dei ventilatori industriali che compri.

Ovviamente NON mi riferisco alla “x” presente nel simbolo Ex.

È previsto dalla UNI CEI EN ISO 80079-36 la possibilità di indicare alla fine della marcatura di un ventilatore ATEX – tramite appunto la lettera “X” – che esistono condizioni particolari per la sicurezza della macchina.

Purtroppo per te però, queste condizioni particolari sono scritte nel manuale di uso e manutenzione, documento che ricevi solo quando ti consegnano il ventilatore ATEX.

A quel punto NON puoi più fare niente. Puoi solo sperare che le condizioni di funzionamento del tuo impianto rientrino in quelle previste nel manuale.

Altrimenti quel ventilatore ATEX puoi anche buttarlo via.

Come puoi evitare di restare vittima di questi trucchetti sleali?

3. Prevenire è meglio che farsi fregare. Scegli il giusto fornitore di ventilatori industriali ATEX in base a questi 2 documenti

Faccio una piccola premessa. Quello che sto per dirti troverà una forte resistenza in molti costruttori di ventilatori industriali ATEX.

Soprattutto se basano la loro azienda sulla produzione e vendita di macchine standard.

Sto infatti per svelarti come avere tutte le informazioni necessarie – SENZA possibilità da parte del fornitore di nascondersi dietro strane sigle – per scoprire ancora prima di emettere un ordine se quello che ti stanno vendendo è un vero ventilatore ATEX.

Chiunque produce ventilatori industriali ATEX, è tenuto per legge ad emettere tutta una serie di documenti tecnici.

Alcuni sono riservati, in quanto contengono il know how del fabbricante.

Due però non sono per nulla riservati e densi di segreti industriali.

Parlo del documento di valutazione del rischio di esplosione e del manuale di installazione, uso e manutenzione.

Il manuale dovrebbero inviartelo – è un obbligo di legge – insieme al ventilatore.

Il mio consiglio è quello di cambiare un po’ questa usanza.

Richiedi sia il manuale che il documento di valutazione del rischio di esplosione ancora prima di decidere a quale fornitore affidare l’ordine.

Per quale motivo?

Perché all’interno di questi due documenti sono indicati tutti i possibili rischi di esplosione, con le relative misure di protezione prese dal costruttore.

Ma cosa più importante, è proprio all’interno di quelle pagine che troverai i rischi residui – quindi non eliminati – che toccherà a te gestire.

Avrai così un altro metodo – oltre al semplice prezzo – per decidere il fornitore idoneo per il tuo impianto.

Soprattutto potrai sapere – ancora prima di acquistare – quali rischi e responsabilità penali ti stai portando in casa.

N.B. Molti fornitori opporranno enormi resistenze ad inviarti questi documenti già in fase di offerta. Ti diranno che non è un obbligo.

È vero, NON esiste nessun obbligo. Si tratta solo di una questione di trasparenza nei tuoi confronti.

Scegli tu come comportarti con chi si comporta in questo modo.

Prima che mi lascio prendere dall’entusiasmo – finendo per scrivere una filippica – chiudo qui il discorso dei ventilatori ATEX.

Se vuoi approfondire puoi sempre guardare l’immensa serie di video che ho registrato su queste macchine particolari, all’interno del mio canale youtube.

Ovviamente puoi anche decidere di richiedermi uno dei miei ventilatori, e ricevere così una proposta tecnica in linea con tutto quello che ti ho appena detto e – cosa più importante – essere certo di installare una ventola progettata ad hoc per il tuo impianto.

Clicca sul pulsante che trovi qua sotto per essere contattato in meno di 48 ore e richiedermi di studiare la giusta soluzione per la tua applicazione. (ed essere così protetto dalla mia doppia garanzia)

ventilatori industriali contattami per acquistarne uno

Passiamo adesso ad un tasto molto dolente.

Ventilatori industriali. I prezzi devono essere confrontati in base all’utilizzo che ne devi fare nel tuo impianto, non al semplice rispetto del budget. (che per definizione è sempre al 50% di ogni offerta).

Probabilmente dopo aver letto questo titolo mi hai mandato a quel paese.

Nessun problema, non mi offendo.

Adesso che hai scaricato la tua ira, ti chiedo però di seguirmi in questo discorso.

So benissimo che tenere sotto controllo i costi è sempre più importante.

Ho un’azienda, non scordartelo. Conosco la fatica di arrivare a fine anno con una differenza positiva tra i ricavi ed i costi.

Il problema però è che spesso si considera solamente il costo indicato nell’offerta, trascurando invece quello che viene definito “costo totale di proprietà”, cioè la somma totale delle spese da quando acquisti il ventilatore fino a quando non ti serve più nel tuo impianto.

Se infatti compri un finto ventilatore industriale – uno di quelli da battaglia – risparmiando magari 2-3.000 €, ma poi ogni due anni sei costretto a sostituirlo, forse era meglio pagare di più una ventola più robusta in grado di durare anche 15 anni.

Non credi?

Il problema è che NON puoi avere a priori un’idea chiara di quanto sarà il costo totale di proprietà.

Spesso ti mandano un preventivo con un solo codice articolo ed un prezzo. Nessuna indicazione su come è costruito il ventilatore, nessun dato tecnico.

Ma anche se ci fossero queste informazioni, saresti in grado di valutarle?

Dubito, non essendo un costruttore di ventilatori industriali.

Allora come puoi scegliere quale ventola acquistare per il tuo caso specifico?

1. Valuta i fornitori di ventilatori industriali allo stesso modo nel quale scegli in quale ristornante andare a mangiare o quale albergo prenotare per le tue vacanze.

Io sono un gran viaggiatore. Mi piace esplorare il mondo e vivo nell’ansia che una sola vita non mi basterà mai per vedere tutte le meraviglie che questo pianeta ci offre.

Spesso le mete dei miei viaggi sono tra le più remote ed esotiche. Inoltre per vivere realmente il paese nel quale vado, non mi affido mai ad agenzie turistiche che rischiano di mostrarti solo il lato turistico di una nazione.

Vacanze all’avventura. Bellissime.

Il problema sorge quando devi scegliere dove dormire la notte. O in quale ristorante mangiare a cena.

Per fortuna, grazie ad internet con un cellulare oggi puoi accedere a molte informazioni.

Come ad esempio le recensioni e le opinioni di tutti i clienti che hanno pernottato in un albergo, o si sono fermati a mangiare in un ristorante.

In pratica sfrutto l’esperienza vissuta da altri – ed il loro giudizio – per decidere ed evitare di finire truffato o intossicato per una cucina scadente.

Lo stesso sistema puoi oggi utilizzarlo per valutare il fornitore di qualsiasi prodotto.

Ti basta cercare su Google la frase “Opinioni su XXXX” dove XXXX è il nome del fornitore o del prodotto.

Potrai scoprire così se sono in percentuale maggiori le persone che si sono trovate bene rispetto a quelle che hanno avuto esperienze negative.

Per facilitarti il lavoro nel mio caso, ho raccolto tutta una serie di testimonianze di miei clienti nella pagina Dicono di NOI.

Se trovi una certa affinità con qualcuno dei casi che ho pubblicato – e vuoi parlare con il mio cliente per scambiarci due chiacchiere – scrivimi pure un messaggio nei commenti e ti invierò in privato i riferimenti per poterlo contattare.

2. Abito confezionato o creato da un sarto? Valuta quanto hai bisogno di ricevere un ventilatore industriale personalizzato sulla tua specifica applicazione.

L’esempio di un abito è quello più…calzante per quello che voglio trasmettere.

Non esiste nessuna regola valida per tutti sulla base della quale scegliere se andare da un sarto per un abito su misura, piuttosto che entrare in un negozio e comprarne uno prodotto in serie.

Si tratta di una scelta che devi fare prima ancora di inviare decine di e-mail con la richiesta di un preventivo.

Una volta che hai deciso se quello che stai acquistando è un ventilatore industriale critico – cioè per funzionamento continuo 24/24 in un impianto che NON può fermarsi mai – allora dovrai scegliere dei fornitori che stanno nella parte alta del grafico.

Se invece ti serve una ventola che NON ha nessun tipo di influenza sulla tua produzione, ha più senso che cerchi una soluzione economica rivolgendoti a fornitori che stanno nella parte sinistra del grafico.

ventilatori industriali confronto prezzi tipo di funzionamento

Come vedi, seguendo questo semplice schema, eviterai di commettere l’errore di confrontare i prezzi di ventilatori totalmente diversi tra di loro.

Come vedi da dove ho messo il mio faccione, io sarò certamente più caro rispetto a chi costruisce ventilatori standard in lamierini sottili e uguali per tutti.

La mia azienda – e pochi altri concorrenti – progetta ventilatori su misura in base ai tuoi bisogni specifici.

Proprio per questo posso garantirti (non solo a parole, ma proprio nel contratto) che le mie ventole funzioneranno per decenni – chiaramente con la giusta manutenzione – nelle condizioni pesanti e gravose richieste dal tuo impianto.

Parlando di garanzie, arriviamo al metro di giudizio con il quale puoi scegliere il giusto fornitore per il tuo caso.

3. Quali garanzie ti proteggono dai reclami dei tuoi clienti quando acquisti dei ventilatori industriali?

Immagina di aver appena acquisito un importante ordine per uno dei tuoi impianti da un grosso cliente.

Installazione all’estero.

Cosa succede se uno dei ventilatori che hai acquistato ed installato si rompe dopo pochi mesi di funzionamento?

O peggio ancora, se quando esegui il primo collaudo ti rendi conto che le ventole non danno abbastanza portata in che modo reagirà il tuo cliente?

Situazioni da evitare come la peste, vero?

Magari hai una quota di pagamenti legata proprio alla fine del commissioning ed all’esito positivo del primo test di produzione.

Quota che potrebbe ritardare ad arrivare – con tutte le conseguenze di tipo finanziario – proprio a causa di un banale ventilatore industriale del valore di qualche migliaio di euro.

Signore delle Ventole, sei rimasto indietro. Io mi proteggo chiedendo delle fidejussioni bancarie. Se il fornitore non risolve il problema, mi prendo i suoi soldi.

Tranquillo, so benissimo che – proprio per ovviare ad un dilagare di fornitori incompetenti e disonesti – si stanno introducendo fidejussioni su fidejussioni.

Ma ti posso assicurare – ed ora te lo dimostro – che NON servono ad un bel nulla.

Di solito queste garanzie bancarie coprono un 10% del valore dell’ordine che hai emesso.

Mettiamo che mi ordini un ventilatore che costa 100.000 €. La fidejussione vale 10.000 €.

Se il tuo impianto è in Bangladesh ed uno dei miei ventilatori si rompe, per evitare l’escussione della fidejussione dovrei spedire dei ricambi ed inviare un mio tecnico direttamente in stabilimento.

Mi conviene veramente?

Dal punto di vista economico assolutamente NO!

È infatti molto probabile che mi costi molto di meno lasciarti il 10% dell’ordine.

Tu intaschi i miei 10.000 €, ma resti comunque con il problema in mano e soprattutto il tuo cliente NON ti paga l’ultima parte dei pagamenti. Anzi, magari ti addebita anche i costi per mancata produzione.

Ecco perché devi acquistare ventilatori industriali coperti veramente da garanzie chiare e trasparenti, scritte nero su bianco nel contratto.

Ora, nelle rare volte che mi sono trovato nella situazione che ho appena descritto, mi sono sempre preso in carico i costi per la risoluzione del problema.

Non certo per paura dell’escussione della fidejussione. Come ti ho già mostrato, mi costa di più sistemare che lasciare nelle tue mani il 10% dell’ordine.

Ho sempre cercato di risolvere quei pochi problemi che si sono verificati – e che spesso non erano nemmeno dovuti ad un mio errore – per un solo motivo.

NON voglio infangare la reputazione che la mia azienda si è costruita nel tempo.

Di questa mia intenzione però tu non te ne puoi fare niente, lo so benissimo.

Dovresti fidarti di quello che dico e…fidarsi è bene, non fidarsi è meglio.

Per questo motivo le mie garanzie sono scritte, pubblicate ad esempio a questa pagina (link a landing per acquisto ventilatori)

Non devi andare sulla fiducia. Né con me né con nessun altro fornitore. Devi basarti sui fatti.

Ovviamente, potresti anche NON avere nessun interesse ad essere protetto da delle garanzie da eventuali errori o guasti che il tuo fornitore potrebbe causarti.

In questo caso allora – come puoi vedere dal grafico qua sotto – un ventilatore standard a catalogo è la scelta migliore per te.

Se devi rischiare, quantomeno risparmia il più possibile quando acquisti.

N.B. Come vedi dal diagramma, esistono fornitori che tra i più cari che però NON hanno un grande livello di garanzie.
Come faccio a dirlo?

Sulla base di quello che mi dicono i loro clienti quando – stufi di aspettare una risposta – decidono di rivolgersi a me.

NON basta infatti garantirti di risolvere il problema.

Conta anche in quanto tempo intervengono. E soprattutto se è il fornitore a muoversi o – cosa ahimè troppo spesso riscontrata – se richiedono che devi rispedire indietro a tue spese il ventilatore.

Quindi accertati sempre di quali sono le condizioni di garanzia. Richiedi che ci sia un impegno su dei tempi certi di risposta, e NON accettare la resa presso il fornitore.

Oltre ad avere un problema di funzionamento vuoi anche lasciare il tuo cliente senza ventilatori per mesi?

Come puoi essere certo di acquistare dei ventilatori industriali veri, come quelli che si costruivano una volta?

In questo articolo ho condiviso con te molti dettagli sulla costruzione di una ventola per applicazioni industriali.

Si tratta di consigli preziosi visto che provengono da chi tutti i santi giorni progetta queste macchine per le più disparate esigenze di impiantisti ed utilizzatori.

Lo so, molti aspetti sono difficili da controllare e verificare prima di acquistare. Ti ci vorrebbe un esperto di ventilatori industriali a tua disposizione per valutare le offerte dei vari fornitori. (potrei farlo per te, se ti fidi della mia imparzialità.)

In alternativa, il mio suggerimento è di rivolgerti solo a quei fornitori che meglio si adattano al tuo bisogno.

Come ti ho mostrato con i due grafici poco sopra, scegli a chi affidare l’ordine dei tuoi ventilatori industriali sulla base sia dell’importanza che hanno nel tuo impianto che delle garanzie con le quali ti vuoi proteggere.

Se ti serve un ventilatore per nulla critico per la tua produzione, che deve solo muovere aria in qualche locale, allora la soluzione migliore è di rivolgerti ad un costruttore di macchine standard a catalogo.

Richiedi però che sia il fornitore ad occuparsi della scelta della girante migliore e della taglia corretta della ventola.

È un compito che spetta a lui. NON a te.

Se invece hai bisogno di un ventilatore robusto, progettato ad hoc sulle condizioni di funzionamento del tuo impianto – e soprattutto nel pieno rispetto di norme e leggi – allora puoi toglierti subito il pensiero di questo acquisto dalla testa.

Compila il modulo che trovi qua sotto e richiedi una mia proposta tecnica per i ventilatori industriali di cui hai bisogno.

In meno di 48 ore sarai contattato da me o da un mio tecnico per raccogliere tutte le informazioni necessarie alla scelta della girante migliore per la tua applicazione e per poter eseguire un progetto preliminare del ventilatore di cui hai veramente bisogno.

Grazie a questo primo progetto preliminare della ventola, posso assicurarti con una DOPPIA GARANZIA che ti protegge da qualsiasi mio errore o dimenticanza.

Se hai invece altri dubbi o domande, lascia pure un commento a questo articolo. Ti risponderò quanto prima possibile.

Mai più guasti improvvisi!

Il Signore delle Ventole.

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