Ventilatori antiscintilla. Sicuro di voler acquistare delle macchine “certificate” secondo uno standard ormai superato da oltre 15 anni?

di | marzo 29, 2018

Giramenti di pale episodio 6 la favola dei ventilatori antiscintilla
Pronto a partire questa sesta puntata del podcast “Giramenti di pale”?

Oggi cerco di rispondere alla domanda di Piercarlo:

Quando devo comprare dei ventilatori da mettere in una atmosfera esplosiva, molti fornitori mi propongono un “anti-scintilla”. È una soluzione valida o no?

Grazie Piercarlo per questa domanda molto interessante, e sulla quale ci sarebbe da parlare per ore. Vedo di sintetizzare, cercando di rispondere in maniera completa.

Ventilatori antiscintilla. Un piccolo salto indietro nella storia.

Partiamo da una piccola premessa: i ventilatori antiscintilla sono sempre esistiti, sin da quando era necessario installarli in ambienti dove potevano formarsi delle condizioni favorevoli ad un’esplosione.

 

Fino a qualche anno fa – cioè fin quando non è uscita la prima direttiva ATEX la 94/9/CE più di 20 anni fa – le ventole antiscintilla erano lo standard utilizzato in tutti le gli ambienti con un rischio d’incendio o di esplosione.

Cosa rendeva speciale un ventilatore centrifugo antiscintilla?

Spesso chiamati anche ventilatori antideflagranti – si usavano diversi termini – questa tipologia di ventole era progettata con degli accorgimenti per evitare che durante il funzionamento si potessero verificare delle scintille meccaniche.

 

Ad esempio, nella zona dove la girante può sfregare – in caso di malfunzionamento – con la chiocciola o il boccaglio, oppure dove c’è la tenuta sull’albero, si usavano dei riporti di alluminio.

 

I ventilatori antiscintilla erano solo questo. Macchine normali con delle strisce di alluminio sulle parti di possibile contatto.

 

Ovviamente si installavano dei motori antideflagranti e si pensava che tutto andasse bene.

 

All’epoca questo era lo stato dell’arte.

I ventilatori antiscintilla e l’arrivo della direttiva ATEX. Il grande cambiamento nella lotta al rischio di esplosione.

Con l’introduzione dell’ATEX più di 20 anni fa – e diventata obbligatoria nel 2003 in Italia – i requisiti per i macchinari idonei a lavorare in atmosfera esplosiva sono cambiati notevolmente.

 

In particolare non esiste più il certificato di ventilatore antiscintilla all’interno della Comunità Europea.

 

Quindi Piercarlo se compri dei ventilatori all’interno della Comunità Europea per le tue macchine o i tuoi impianti (non so quello che fai) e devi poi vendere sempre nella Comunità Europea, l’antiscintilla NON è più legale.

 

Ti stanno rifilando una sola gigante.

E non si tratta solo di una questione di definizioni.

L’amara sorpresa per i progettisti di impianti – e di ventilatori antiscintilla – dopo l’introduzione della direttiva 94/9/CE.

Come sempre in Italia, quando viene introdotta una legge con un periodo di transizione per adeguarsi, aspettiamo sempre l’ultimo secondo per farlo.

 

Così infatti è successo anche con la direttiva ATEX. Quando nel 2003 è diventata definitivamente l’unica possibilità per certificare i ventilatori antiscintilla, si è verificato un piccolo terremoto nel mondo degli impianti industriali.

 

All’improvviso c’erano tante considerazioni tecniche da fare.

 

Non bastava più mettere un pezzettino di alluminio – come si faceva con i ventilatori anti-scintilla – per annullare il rischio di esplosione.

 

È cambiato il modo di progettare i ventilatori industriali per atmosfere esplosive, così come le scelte progettuali e sui materiali che si potevano utilizzare.

NOTA: Di ventilatori ATEX sul mio canale YouTube di Ventilazione Sicura – così come in questo blog – ne parlo in diverse occasioni.

 

Ti consiglio di consultare questo materiale, che nasce sempre da esperienze sul campo con vari clienti.

 

Ad esempio potresti trovare molto utile questo articolo sui ventilatori ATEX per zona 2, dove ti svelo come evitare di restare inguaiato in un mondo fatto solo di autocertificazioni.

La novità più interessante – e sconcertante – di questo cambiamento normativo, è stata la scoperta che l’allumino usato come riporto antiscintilla nei ventilatori secondo l’ATEX NON era più utilizzabile.

 

Si è notato infatti che – pur essendo vero che questo metallo non produce scintille – l’ossido di alluminio, invece può produrre scintille di natura meccanica se sfregato.

E l’alluminio, come ogni metallo, si ossida a contatto con l’atmosfera.

 

Ecco perché la norma di riferimento per i ventilatori ATEX (UNI EN 14986:2017) ha stabilito una serie di coppie di possibili materiali che se sfregati l’uno contro l’altro non producono scintille.

 

L’alluminio non è considerato più come “anti-scintilla”: anzi è quasi bandito per i ventilatori ATEX. Ad esempio, persino nella vernice utilizzata non devono essere presenti ossidi di alluminio nella vernice.

 

Al suo posto si possono usare rame, ottone navale, plastiche e altre leghe di nichel.

All’interno della comunità europea, chiunque cerchi di venderti un ventilatore antiscintilla è un incompetente (se è in buona fede) o un furbastro.

Le due direttive ATEX – la 2014/34/UE sui prodotti e la 99/92/CE sui luoghi di lavoro – parlano chiaro.

 

All’interno della comunità europea, quando si ha a che fare con atmosfere potenzialmente esplosive, possono essere venduti o acquistati SOLO ventilatori ATEX.

 

Se ti propongono un antiscintilla, ti stanno cercando di rifilare una sola gigante.

N.B. Chi ti propone ventilatori antiscintilla dichiara che sono conformi alla UNI EN ISO 13449, che però è una norma che stabilisce solo le definizioni da usare con le ventole.

 

Alla voce Ventilatore antiscintilla trovi scritto: “Ventilatore con caratteristiche tali da ridurre il rischio della formazione di scintille o superfici calde che potrebbero causare l’innesco di gas o polveri.”

 

Tutto qui. NON definisce nessun criterio costruttivo o di sicurezza. È solo una definizione.

 

Non farti fregare.

Ricorda che le direttive ATEX stabiliscono responsabilità sia per chi vende che per chi acquista.

 

Se compri un ventilatore anti-scintilla e poi succede qualcosa alla macchina sono fatti tuoi, perché sei tu che hai installato – o nel tuo impianto o in quello di un tuo cliente – un macchinario non ATEX.

I ventilatori antiscintilla NON sono spariti del tutto. Esiste ancora una certificazione per questo tipo di macchine, che però tu non puoi utilizzare.

Anche oggi, dopo due edizioni della direttiva ATEX, esiste ancora la possibilità di certificare dei ventilatori antiscintilla.

 

No, non sono schizofrenico.

 

Lo so che ti ho appena detto che queste ventole non sono più consentite in Europa.

 

Negli USA – e nei paesi di loro influenza – sono valide le AMCA, una serie di standard Americani che prevedono ancora la possibilità di avere dei ventilatori antiscintilla.

Al solo scopo di darti delle piccole indicazioni, sostanzialmente esistono 3 diversi tipi di costruzione per i ventilatori antiscintilla: si parla di AMCA “A”, “B” o “C” e più o meno rivestono i livelli di protezione che bisogna avere sulle macchine.

 

Ovviamente in nel mercato Europeo questi standard NON anno nessun valore legale.

Ripetita iuvant: ventilatori ATEX e quelli antiscintilla non sono la stessa cosa. I secondi poi non sono più “legali” all’interno della Comunità Europea.

Quindi se devi acquistare dei ventilatori industriali da far funzionare all’interno di un’atmosfera esplosiva, le macchine devono essere in accordo con la direttiva ATEX.

 

Da ormai 2 anni anche questa direttiva è cambiata: si è passati dalla 94/9/CE alla 2014/34/UE.

 

Inoltre, un ventilatore per Zona ATEX deve rispettare tutta la serie di requisiti previsti dalle norme armonizzate, nello specifico dalla 14986.

CONSIGLIO: Se acquisti spesso ventilatori ATEX, ti consiglio di acquistare questa norma europea. (la trovi a questo link)

 

Leggila in modo da capire se quello che ti stanno vendendo rispecchia è veramente un ventilatore ATEX conforme alle norme e leggi europee.

Rullo di tamburi. Pronto ad entrare a far parte della storia dei ventilatori industriali?

I WANT YOU! Fammi una domanda per il podcast Giramenti di Pale
Sono affamato di domande vere, da parte di chi tutti i giorni deve progettare impianti industriali nei quali vanno inseriti dei ventilatori.

 

Quindi se tu sei uno di questi, voglio proporti uno scambio alla pari.

 

Qualsiasi sia il dubbio, la domanda o una cosa poco chiara che ti frulla in testa in merito ai ventilatori industriali, scrivimela nel modulo che ti appare cliccando sul pulsante qua sotto.

Userò la tua domanda per creare una nuova puntata del podcast ed in questo modo aiuterai altri tuoi colleghi a scegliere sempre e solo i migliori ventilatori per il proprio impianto.

 

Se invece vuoi semplicemente commentare questa nuova iniziativa (non essere troppo severo, mi raccomando 😉 ) non esitare: lasciami un commento in basso e aiutarmi a divulgare questo piccolo contributo che sto cercando di dare per illuminare il mondo dei ventilatori distribuendo quante più informazioni disponibili.

 

Grazie Piercarlo per questa domanda, sono contento di aver superato anche la sesta edizione di questo podcast .

 

Ci vediamo fra una settimana, mai più guasti improvvisi. Il signore delle ventole!

 

Mai più guasti improvvisi!

 

Il Signore delle Ventole

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