ATEX interno esterno. Caso pratico ventilatore per trasporto polveri di legno.

di | Novembre 27, 2018

ATEX interno esterno caso pratico analisi ventilatore polveri di legno

Certificazione ATEX per interno ed esterno. Come fare?

Questo è un dubbio che in molti mi sollevano. (E che non tutti affrontano seriamente).

Un ventilatore ATEX ha infatti due diversi volumi dove può essere presente un’atmosfera esplosiva: l’interno della chiocciola e l’ambiente circostante.

Spesso queste due zone hanno la stessa classificazione ATEX. Ma potrebbe anche non essere così.

Come ad esempio nel caso che mi ha sottoposto Luigi.

ATEX interno ed esterno: come marcare un ventilatore per zona 21?

Ti riporto la richiesta che ho ricevuto per e-mail da Luigi.

Un ventilatore (installato in zona non Ex) è posto a monte di un filtro a maniche che aspira polveri di legno. Al suo interno avrà una zona 21 (EN 12779). Il ventilatore e motore devono essere Ex?

Procediamo per gradi.

Marcatura ATEX all’interno di un ventilatore per polveri di legno.

Innanzitutto la prima informazione importante è che il ventilatore funziona con al suo interno una zona 21.

Questo significa che dentro al ventilatore è probabile che occasionalmente durante le normali attività si formi un’atmosfera esplosiva sotto forma di nube di polvere combustibile nell’aria.

Pertanto, il ventilatore ATEX deve essere di categoria 2D all’interno.

Oppure con il nuovo sistema di marcature ATEX introdotto dalla UNI EN ISO 80079-36, il ventilatore dovrà avere un livello di protezione (EPL) Db.

Questo significa che anche in caso di malfunzionamento normalmente prevedibile, la ventola ATEX non deve diventare una sorgente di innesco efficace.

Detto in parole povere, non deve far saltare in aria l’impianto.

Il tranello si nasconde però in una parte della domanda che mi ha posto Luigi.

Marcatura ATEX per interno ed esterno non Ex. È davvero possibile?

Leggendo infatti attentamente la mail, si afferma che il ventilatore è installato in una zona non Ex.

Cioè sicura.

Beh, se la miscela esplosiva è all’interno del ventilatore, fuori non corro nessun rischio. No?

Questa è il ragionamento che spesso mi sento fare a voce.

Purtroppo, le cose non stanno così.

I ventilatori ATEX non sono infatti a tenuta stagna. Anzi, quelli standard venduti a catalogo non hanno nemmeno una tenuta dove l’albero entra nella chiocciola.

È quindi quasi certo che l’atmosfera esplosiva all’interno del ventilatore fuoriesca e contamini anche l’area esterna.

Ma mettiamo anche vuoi spendere di più per avere un ventilatore ATEX a tenuta 100% verso l’esterno.

Anche in questo caso, non puoi installare un ventilatore con la marcatura ATEX per l’interno e esterno non ATEX.

Perché?

Lo spiega molto bene la norma tecnica UNI EN 14986:2017.

Qual è la massima differenza tra la marcatura ATEX per interno e per esterno di un ventilatore?

Poiché all’interno è presente un’atmosfera esplosiva classificata con Zona 21, come detto sopra è necessario considerare anche i malfunzionamenti normalmente prevedibili.

Rottura della tenuta.

Rottura di uno dei giunti antivibranti installati tra il ventilatore e la tubazione.

Avviamento del ventilatore con la portina di ispezione aperta.

Ecco tre esempi di malfunzionamenti normalmente prevedibili.

Basta che se ne verifichi uno, per “sporcare” l’ambiente esterno con l’atmosfera esplosiva presente all’interno del ventilatore.

Per questo motivo al paragrafo 4.2 della norma UNI EN 14986:2017 si trova la seguente frase:

Qualora non si conoscano le percentuali di perdita, il fabbricante deve costruire il ventilatore in modo che non vi sia più di una categoria di differenza tra l’interno e l’esterno.”

Ovviamente se si verifica un guasto, non posso sapere quale sarà la percentuale di perdita.

Ecco perché nel caso di Luigi il ventilatore deve essere marcato come categoria 3D all’esterno, cioè per zona 22.

Di conseguenza anche il motore elettrico dovrà essere almeno di categoria 3D.

La sigla ATEX interno/esterno si indica con questa codifica: 2D/3D. (per il caso di Luigi)

Stesso discorso vale al contrario. Se all’esterno hai una Zona 21, dentro non puoi pensare di avere una zona sicura. Almeno devi considerare una marcatura ATEX per Zona 22.

ATEX interno vs esterno. Un comodo specchietto per evitarti confusioni.

Per aiutarti a controllare la marcatura ATEX interno/esterno del ventilatore che stai acquistando, ho preparato questa semplice tabellina.

 

ATEX interno esterno tabella massima differenza di categorie

 

In ogni riga trovi la massima differenza di categoria (o di livello di protezione EPL) che può esistere tra l’interno e l’esterno del ventilatore.

Una piccola nota prima di salutarti.

Sempre all’interno della norma UNI EN 14986:2017, viene riportata la seguente frase:

“Nei ventilatori che hanno aspirazione e/o mandata aperta, l’interno e l’esterno del ventilatore devono appartenere alla stessa categoria.”

Questo vuol dire che se il ventilatore aspira dall’ambiente, il livello di protezione ATEX interno ed esterno devono essere uguali.

Quindi non puoi avere ATEX interno e esterno sicuro. Anche il motore elettrico, e l’assieme ventilatore più motore, dovranno essere ATEX.

Mai più guasti improvvisi!

Il Signore delle Ventole

P.S. Se vuoi approfondire l’argomento e chiarirti le idee su queste sigle un po’ strambe che ho usato, ti consiglio la lettura di questo mio articolo sulla marcatura di un ventilatore ATEX.


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