Vuoi scoprire se – a tua insaputa – hanno installato un ventilatore fuorilegge nel tuo impianto (mettendo a rischio la SICUREZZA tua e dei tuoi colleghi)? Ecco allora 5 semplici trucchi che puoi applicare sin da subito per “stanare” le macchine non a norma, cancellare la minaccia di gravi infortuni ed evitare pesanti sanzioni dall’ASL

di | Settembre 13, 2016

Girando per le aziende dei miei clienti, spesso, mi capita di imbattermi in qualche orrore della ventilazione.

Gli errori di installazione dei ventilatori – purtroppo – sono abbastanza frequenti.

Tanto che fino all’altra settimana pensavo di averle viste di ogni colore. Credevo – sbagliandomi – che non potessi più stupirmi.

La storia che ti racconterò in questo articolo, però, va ben oltre il peggiore incubo che puoi immaginare.

Devi sapere che la settimana scorsa ero da un mio cliente per una visita di cortesia.

Come capirai leggendo la storia, sono stato supplicato di non rivelare in nessun modo il suo nome e la sua azienda. Quindi facciamo finta che si chiami Luca.

Dopo una breve chiacchierata chiedo se possiamo fare un giro nello stabilimento. Già che sono lì vorrei approfittarne per un rapido controllo ai miei ventilatori che hanno installato qualche anno prima.

ventilatore in impianto
Stiamo passeggiando tra le linee di produzione quando, ad un certo punto, mi cade l’occhio su una macchina nuova.

Ci impiego un po’ a realizzare. Ma poi riconosco alcune forme familiari.

Qualcuno ha preso un mio ventilatore e – come un Frankenstein della ventilazione – ne ha costruito uno nuovo con parti della mia macchina originale mischiate a nuovi componenti.

Guardo Luca con un’espressione stupita. Chiedo cosa fosse successo.

Il nostro prodotto XYZ sta andando molto bene, i clienti ne ordinavano talmente tanto che non riuscivamo a produrne abbastanza. Così abbiamo deciso di aumentare la capacità produttiva della linea. Per poterlo fare tra le altre cose, avevamo bisogno di una maggior pressione, così è stato necessario cambiare il ventilatore.

Mi avvicino a quel puzzle di metallo. Lo osservo da vicino.

Chi ha creato quel mostro – per mia fortuna – ha rimosso ogni targa con indicato il nome della mia azienda.

Quanto meno non rischio di essere trascinato in tribunale.

Mi accorgo però di un gravissimo problema. Una spada di Damocle pende sulla testa del mio cliente.

Quel raccapricciante macchinario non riporta NESSUNA marcatura CE. C’è solo un adesivo – sbiadito – con il nome della società.

A stento maschero la mia indignazione.

Intuendo forse il mio stato d’animo, Luca anticipa le mie parole:

L’abbiamo ordinato alla società che ci segue nella manutenzione di tutto lo stabilimento, la FacciamoTutto srl. Il titolare, il Sig. Ingordis, era in stabilimento un giorno e ha detto che poteva occuparsene lui.

Gli faccio notare che hanno commissionato ad una società che non ha nessuna specializzazione – nel loro sito dicono infatti di occuparsi della manutenzione di qualsiasi tipo di macchina rotante – la costruzione di un ventilatore industriale, CRITICO per il loro impianto.

Lo so Perfettibile, ha ragione. Ma lo sa anche lei come stanno le cose ultimamente. Ci sono pochi soldi. E quelli degli acquisti fanno quello che possono. Comunque non è andata male – a parte che non abbiamo tutta la pressione che volevamo – per il resto è tutto ok

Il sangue mi ribolle nelle vene.

Gli urlo di spegnere IMMEDIATAMENTE quel ventilatore prima che sia troppo tardi e possa capitare qualche grave incidente.

Faccio un respiro profondo.

Luca, torniamo nel tuo ufficio. Devo spiegarti come puoi risolvere questo casino in cui ti hanno messo ed evitare che qualcuno – te compreso – passi dei guai seri.

Ecco tutti i pericoli e le DENUNCE che ti porti “in casa” – senza saperlo – quando un fornitore improvvisato ti consegna un ventilatore FUORILEGGE

Seduti alla sua scrivania ho mostrato a Luca quali gravi pericoli stavano correndo lui, i suoi colleghi ed il responsabile per la sicurezza.

Poiché si tratta di aspetti che quasi NESSUNO considera quando acquista un macchinario, ti consiglio di prendere carta e penna per prendere appunti mentre prosegui nella lettura.

Alla fine ti fornirò anche alcuni importanti trucchi per stanare rapidamente – tra tutti i tuoi fornitori – chi sta giocando con la sicurezza tua e dei tuoi colleghi, proteggendoti così da infortuni gravi e pesanti verbali dell’ASL.

Partiamo subito dal primo problema – di cui Luca si era già accorto in parte – che dovrai gestire quando una società di manutenzione si improvvisa produttrice di macchinari. (N.B. Io ti sto parlando di ventilatori, che sono le macchine di cui sono esperto. Ma quello che sto per dirti è valido per qualsiasi macchina nel tuo impianto)

Tutti sono capaci di copiare un ventilatore e rifilarti una cinesata. Ma per assicurarti le prestazioni di cui hai bisogno – garantite senza tolleranza alcuna – devi rivolgerti ad un esperto di ventilazione

Prima di continuare è utile fare un breve identikit di questi “ventilatoristi improvvisati” che hanno piazzato una vera e propria bomba ad orologeria nell’impianto del mio cliente Luca.

La FacciamoTutto srl è una società composta in tutto da 3 persone. Il Sig. Ingordis, sua moglie – che tra una manicure e l’estetista si occupa delle fatture – e un ragazzo assunto come apprendista. (che è quello che poi nella pratica esegue tutti i lavori)

Il Sig. Ingordis non ha mai avuto una gran passione per la meccanica.

Semplicemente stufo di sporcarsi le mani come operaio ha deciso un giorno di mettersi in proprio e – attratto dalla possibilità di stare in giro e mangiare nelle migliori trattorie – ha scelto di vendersi come manutentore generico per impianti industriali.

Non ha nessun ufficio tecnico che si occupi di disegni o di calcoli meccanici. Anzi, non ha proprio nessun ufficio.

Quindi una domanda dovrebbe sorgerti spontanea:

Ma come possono – senza nemmeno un tecnico – progettare un ventilatore capace di dare la portata e la pressione che mi servono?

Molto semplicemente NON progettano un bel nulla.

Luca mi ha raccontato che il Sig. Ingordis ha chiesto al suo apprendista di smontare completamente il ventilatore. Il giorno seguente è tornato con un metro, carta e penna. Ha preso le misure della girante, della chiocciola e di tutti gli altri componenti.

Da qualche sito trovato su internet ha visto che basta aumentare il diametro della ventola per dare più pressione.

Certo, non conosce i dati che la macchina originale – quella che ho prodotto io – erogava.

Quindi come credi che abbia deciso di quanto ingrandire la girante?

In maniera molto – letteralmente – ELEMENTARE. Ovvero, ragionando a spanne.

Ha infatti deciso che un aumento di 10 millimetri del diametro era più che sufficiente.

Ecco spiegato perché poi Luca, il mio cliente, si è ritrovato con una pressione minore di quella che serviva nell’impianto.

Con quei disegni abbozzati ha poi chiesto alla prima officina che realizza carpenterie conto terzi di costruire i nuovi pezzi del ventilatore.

Va di moda spacciare questa attività con il termine Reverse Engineering.

In realtà altro non è che la stessa cosa che si faceva da ragazzi durante i compiti in classe più difficili: copiare.

Facciamo finta che tu non sappia che si tratta di un’attività illegale.

Concorderai però con me che – quantomeno – rubare il know how di un’altra azienda non è indice di una grande moralità, giusto?

Certo, ci sono alcuni casi particolari in cui non c’è alternativa. Capita infatti che sia necessario replicare un particolare di un fornitore che – per mille motivi – non esiste più. Ma non era certamente questo il caso.

Quando ho fatto notare a Luca in che tipo di persona avevano posto la loro fiducia, è rimasto a bocca spalancata per 1 minuto abbondante. Era sorpreso. Non ci aveva mai pensato prima.
Ma andiamo avanti.

Il problema delle prestazioni scadenti è infatti il male minore che ti può capitare se anche te ti affidi alla FacciamoTutto srl per acquistare un clone di un macchinario.

Scopri perché ho obbligato Luca a bloccare immediatamente il ventilatore prima che l’impianto si trasformasse in un campo di battaglia dopo un bombardamento aereo e come puoi evitare di correre lo stesso rischio.

Come puoi immaginare, la girante è la parte che più di tutte deve sopportare enormi sforzi.
Per questo motivo il tipo di materiale – e di conseguenza il procedimento di saldatura – vengono scelti solo dopo aver effettuato una lunga serie di calcoli complessi.

Le formule che si utilizzano non si trovano facilmente in giro. Anzi, diciamo pure che non si trovano. Durante i miei 5 anni di ingegneria infatti non ho mai visto una sola equazione di quelle che oggi utilizzo ogni giorno.

Se utilizzi un acciaio troppo debole per costruire la ventola, dopo poco tempo – qualche giorno o persino qualche ora – senti un enorme boato e una pioggia di pezzi metallici ti investe.

È tra gli incidenti peggiori – e con conseguenze letali per chi si trova nelle vicinanze – che possono verificarsi utilizzando un ventilatore.

incidente ventilatore
Proprio per evitare questo tipo di disgrazie, il progetto meccanico di una qualsiasi macchina deve essere approvato da un ingegnere. Ci deve essere una persona che – mettendo la sua firma – si prende la responsabilità di validare i calcoli, la scelta dei materiali e dei componenti da usare per quel macchinario.

Ma non hai detto che il Sig. Ingordis ha copiato la tua macchina? Se è così allora la responsabilità dovrebbe essere tua.

Certo, se avesse copiato in tutto e per tutto il mio progetto, il suo prodotto sarebbe stato – in parte – sotto la mia responsabilità.

Il problema è che il tipo di materiale con cui è fatta una girante non è un dato semplice da “rubare”.

Ci sono infatti solo due alternative.

La prima è: fare costose analisi chimiche e test di resistenza meccanica su un campione per capire di che acciaio si tratti.

Oppure, la seconda alternativa è usare le formule complesse di cui ti ho parlato prima e – dopo diversi calcoli – stabilire tra tutti gli acciai disponibili quali sia il più indicato.

Purtroppo per Luca – e per tutti i suoi colleghi – il sig. Ingordis non ha seguito nessuna delle due strade. Le analisi ed i test infatti sarebbero costati troppo, più del prezzo al quale ha venduto il ventilatore.

E – come scopriremo più avanti – non si è nemmeno preoccupato di cercare un ingegnere in grado di convalidare la progettazione meccanica della macchina.

Il mio cliente – che pensava di aver fatto un buon affare risparmiando qualche migliaio di euro – aveva comprato in realtà un’arma di distruzione di massa pronta ad esplodere in qualsiasi momento, senza nessun preavviso.

A questo punto ho visto il viso di Luca ricoprirsi di gelide gocce di sudore. Non riusciva a parlare.

Purtroppo per lui però le brutte notizie non erano ancora finite.

Anzi, il peggio doveva ancora arrivare.

Ecco come la mancanza di un minuscolo simbolo può sguinzagliare l’ASL sulle tue tracce – obbligando la tua azienda a pagare verbali salatissimi – mentre tu INUTILMENTE cerchi di rifarti sul fornitore fuorilegge

Avrai sicuramente sentito parlare della Direttiva Macchine, o almeno di prodotti marcati CE.

marcatura CE ventilatore
All’interno del tuo stabilimento, utilizzare prodotti conformi a questa direttiva è di vitale importanza (oltre che un obbligo di legge) perché – in caso di incidente – ci sono molti lavoratori che possono restare gravemente feriti.

Spesso però si pensa che la conformità CE sia limitata alla presenza dei sistemi di sicurezza sul macchinario (carter, barriere di varia natura, pulsanti di emergenza).

In realtà l’aspetto legato alla prevenzione degli infortuni è solo uno dei requisiti per poter dichiarare un prodotto conforme alla direttiva macchine, la quale comprende anche:

  • Un fascicolo tecnico che dimostri la corretta progettazione meccanica del macchinario e la scelta dei materiali più idonei.
  • Una analisi di tutti i rischi che l’utilizzatore può correre e come sono stati eliminati o ridotti al minimo.
  • La stesura di un manuale di uso e manutenzione contenente tutte le istruzioni necessarie ad informare l’utilizzatore sul corretto utilizzo del macchinario.
  • La dichiarazione di conformità ad eventuali altre normative applicabili (ATEX, PED, etc).

Questo è tutto quello che si nasconde dietro al minuscolo simbolo CE che vedi marcato su qualsiasi prodotto.

La legge è chiara in merito.

Il fabbricante di un macchinario ha l’obbligo di mettere il marchio CE – e quindi di prendersi la responsabilità dei punti precedenti – su qualsiasi prodotto che vende.

Ma cosa succede se – come nel caso di Luca – nel tuo impianto hai installato macchinari non marcati CE?

Se è una responsabilità del fornitore non sono affari miei. Se succede qualcosa poi sarà lui a finire nei guai.

Spiacente. Risposta errata.

Hai ragione sul fatto che il fornitore finirà nei guai.

Ma ci sono due cose che forse non stai considerando.

La prima è che arrivato a questo punto l’incidente si è già verificato nel tuo impianto. Quasi certamente qualcuno si è ferito. Magari quel qualcuno sei proprio te, che ti trovavi li vicino per eseguire delle manutenzioni.

In questo caso, quanto può consolarti sapere che il fornitore finirà in tribunale?

C’è poi un altro rischio che la tua azienda corre quando utilizza prodotti non certificati CE.
Non è un problema che ti tocca direttamente, ma se sei arrivato a leggere fino a questo punto probabilmente qualcosa ti importa della tua azienda, o sbaglio?

Ecco cosa dice la legge:

[…]il datore di lavoro può ordinare o utilizzare solo attrezzature di lavoro conformi alla disposizioni delle direttive applicabili

Quindi se il Sig. Ingordis ti consegna un ventilatore senza nessuna marcatura CE e sprovvisto della dichiarazione di conformità alla direttiva macchine, il tuo datore di lavoro NON sarà poi così contento del piccolo risparmio ottenuto con un acquisto così scellerato.

La sanzione in caso di assenza della marcatura CE (o per una marcatura falsa) va dai 1.000 € fino a raggiungere – nei casi peggiori – la somma impensabile di 150.000 €.

Se inoltre si è verificato un incidente con infortuni gravi o mortali, oltre alla sanzione il datore di lavoro deve rispondere anche in termini PENALI e risarcire le vittime o le loro famiglie.

Nel caso di Luca poi – controllando le carte di quell’ordine – ho scoperto che il Sig. Ingordis con la sua FacciamoTutto srl molto probabilmente sarebbe riuscito a schivare ogni accusa.

Sia sull’ordine che sulla fattura infatti era riportata la dicitura generica “servizio di manutenzione”. Nessuna indicazione della fornitura di un ventilatore. Nessuna traccia che poteva collegare la macchina non conforme con il produttore.

Il Sig. Ingordis l’avrebbe fatta franca.

Se stai pensando che quanto ti ho raccontato è disgustoso e che – come responsabile della manutenzione – NON dovresti preoccuparti di controllare anche quello che fanno i tuoi fornitori, purtroppo questa è la realtà.

Ed è ciò che accade OGNI GIORNO nella maggior parte delle aziende italiane.

Quindi – che ti piaccia o meno – devi sapere come difenderti da produttori improvvisati e dalle loro promesse da imbonitori.

Sulla base di quanto successo al mio cliente – e della mia esperienza come fornitore – posso darti qualche consiglio per aiutarti a destreggiarti in queste situazioni.

Sfrutta questi 5 trucchi per smascherare un fornitore improvvisato ed evitare l’invasione di ventilatori “clandestini” nei tuoi impianti

Arrivato a questo punto ti sarà ormai chiaro che – se devi comprare un nuovo ventilatore – devi evitare come la peste di affidarti a società come la FacciamoTutto srl, anche se ti può sembrare di risparmiare qualche migliaio di euro con i loro prodotti.

Avrai infatti capito che a voler essere troppo “tirchio” ti ritroveresti con:

  • Un ventilatore incapace di dare le prestazioni di cui hai bisogno, NON riuscendo ad aumentare la capacità di produzione del tuo impianto (anche se hai pagato il tuo fornitore proprio per raggiungere questo risultato)
  • La minaccia continua di restare gravemente ferito da pezzi di girante sparati a tutta velocità in ogni direzione, a causa di una mancata o errata progettazione meccanica della ventola.
  • Una macchina non conforme alla Direttiva Macchine che ti espone al rischio di pesanti sanzioni dell’ASL fino a 150.00,00 €

Ma come puoi assicurarti di ottenere una macchina a norma, certificata CE ed evitare di essere investito da una pioggia di frammenti metallici se la girante si frantuma?

So bene che tra le mille cose di cui devi occuparti, NON hai tempo per fare lunghe indagini su ogni produttore di ventilatori che trovi nel mercato.

Per questo motivo condivido con te questi 5 semplici controlli che ti aiuteranno ad evitare infortuni mortali e dolorosi verbali dell’ASL:

  1. Chiedi chi è che firmerà il progetto: non ti sto dicendo di pretendere nome e cognome del progettista. Devi richiedere al fornitore a chi si rivolgono per l’esecuzione di tutti i calcoli e la redazione del fascicolo tecnico del ventilatore.
  2. Verifica se il produttore ha risorse interne: non ti fidare di un fornitore che sub-appalta sia l’ingegneria che la produzione a società esterne. In una situazione così caotica e non organizzata non è possibile definire in modo chiaro tutte le responsabilità. Manca inoltre la certezza che vengano svolti tutti i controlli di qualità e di funzionamento.
  3. Richiedi un fac-simile della marcatura e della dichiarazione CE: prima di procedere con l’ordine chiedi al fornitore di inviarti un esempio sia della marcatura che metterà sulla macchina che della dichiarazione di conformità. Manda poi il tutto al tuo responsabile per la sicurezza per un controllo preliminare. Se il fornitore fa storie o si rifiuta di inviartele, lascialo perdere immediatamente.
  4. Richiedi in ordine la dichiarazione di conformità CE: quando emetti l’ordine di acquisto riporta in maniera chiara la sigla del ventilatore che stai acquistando (la trovi o nel catalogo o nell’offerta del fornitore) e NON dimenticarti mai di scrivere che “la dichiarazione di conformità è parte integrante dell’ordine”. In questo modo la fornitura non sarà completa – e quindi non dovrai pagare – fintanto che non riceverai tutta la documentazione richiesta.
  5. Verifica la conformità CE ancora prima di installare la macchina: appena il trasportatore ti consegna il ventilatore che hai ordinato, controlla subito – con l’aiuto del tuo responsabile della sicurezza – che sia presente il marchio CE e di aver ricevuto tutte le dichiarazioni di conformità insieme al manuale di manutenzione. Se manca anche una sola di queste cose, fai immediatamente un reclamo al fornitore e soprattutto NON installare per nessuna ragione la macchina nell’impianto

Mi raccomando, devi essere intransigente su questi 5 controlli.

Non credere a promesse e rassicurazioni che qualche fornitore potrebbe usare per tentare di eludere le domande che gli fai.

Non credere a promesse e rassicurazioni che qualche fornitore potrebbe usare per tentare di eludere le domande che gli fai.

In gioco c’è la sicurezza tua e quella di tutti i tuoi colleghi.

Prima di salutarti ho ancora un ultimo regalo per te.

Se infatti devi acquistare un nuovo ventilatore molto probabilmente ti ritrovi ad affrontare un mondo pieno di paroloni da ingegneri, grafici e calcoli complessi.

Per chi, come me, lavora in questo settore da anni parole come: rendimento, portata volumetrica e pressione dinamica sono all’ordine del giorno. Ma agli occhi di un NON-esperto potrebbe sembrare arabo.

Per questo motivo ho scritto una guida per chi – come te – ha bisogno di scegliere ed acquistare un nuovo ventilatore, ma sa poco o nulla di queste macchine.

Grazie a questo piccolo vademecum sarai in grado di evitare gli errori più comuni e le conseguenze disastrose che possono comportare.

Per poter ricevere la tua copia GRATUITA ti basta cliccare su questo pulsante

Scarica la tua guida

NON si tratta di un documento scritto per tecnici, ho cercato di rendere chiari e semplici dei concetti abbastanza complessi e che raramente ti trovi ad utilizzare nel tuo lavoro di tutti i giorni.

Troverai all’interno della guida 5 regole di base che devi seguire per ordinare un ventilatore ed essere certo di ottenere le prestazioni che servono al tuo impianto, evitando di sprecare INUTILMENTE corrente elettrica ed assicurandoti di prendere tutte le precauzioni necessarie ad evitare gravi infortuni.

NON pensare “Ok, domani torno su questo articolo e scarico la guida”. Se chiudi questa pagina infatti, la tua quotidianità ti travolgerà di nuovo e ti dimenticherai immediatamente del tuo buon proposito.

Quindi se vuoi davvero evitare di mandare qualche tuo collega in ospedale sbagliando la scelta del ventilatore per il tuo impianto, non perdere questa occasione.

Clicca SUBITO sul pulsante e in pochi minuti riceverai nella tua casella e-mail la tua copia della “Guida sulla ventilazione.

Scarica la tua guida

Al prossimo articolo

Mai più guasti improvvisi

Il Signore delle Ventole

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.