I segreti dell’eroe che ha sconfitto Enigma – liberando il mondo dai Nazisti – e come puoi farne tesoro per decriptare il codice segreto del piano di manutenzione “automatico” per rendere invincibile il tuo esercito di ventilatori

di | Settembre 6, 2016

Decriptare i segreti di un piano di manutenzione automaticoDi recente ho visto un film che raccontava la storia di un matematico un po’ strano (il classico mix di genio e follia) e di come – grazie ad una sua invenzione – gli alleati siano riusciti a sconfiggere i Nazisti e liberare l’Europa dall’incubo della Seconda Guerra Mondiale.

Se stai per caso pensando:

Hey, Signore delle Ventole, hai preso un colpo in testa? Questo blog parla di ventilatori, te lo ricordi?

Ti rassicuro subito. No, non ho perso la ragione. Seguimi e vedrai che non te ne pentirai.

Se infatti sei un responsabile di manutenzione molto probabilmente sei sempre di corsa, cercando di riparare in fretta e furia dei guasti improvvisi.

E magari ti piacerebbe vivere il tuo lavoro nella manutenzione senza quel perenne senso di urgenza, o sbaglio?

Allora da questo articolo potrai ricavare alcuni importanti spunti che spero possano aiutarti a creare un vero e proprio piano di manutenzione dei ventilatori in grado di cancellare le emergenze (e liberare gran parte del tuo tempo)

Male che vada mi ringrazierai del figurone che farai con amici e parenti, narrando di spie, codici segreti ed eroi, vantandoti di conoscere aneddoti sconosciuti.

Pronto a partire?

Facciamo un enorme salto indietro nel tempo.

Corre l’anno 1939.

L’Europa è già entrata nel secondo conflitto mondiale.

La Gran Bretagna – scossa dai continui bombardamenti tedeschi – sta tentando di organizzarsi per rispondere alle offensive.

Ci troviamo a Bletchley Park – anche nota come Stazione X – a pochi chilometri a nord-ovest di Londra.

Un gruppo di uomini, rintanati nel segreto più totale di una base dei servizi segreti britannici, tenta di salvare le navi da guerra ed i mercantili inglesi dai temutissimi U-boat. (i primi sottomarini tedeschi capaci di distruggere, restando invisibili, qualsiasi flotta incrociassero)

La MISSIONE della squadra – composta da matematici, linguisti e campioni di scacchi – è di vitale importanza: decifrare i messaggi in codice con i quali i nemici comunicano gli ordini ai feroci sottomarini.

Ogni giorno centinaia di messaggi devono essere studiati e risolti come rebus.

Uno di questi comunicati decriptato equivale a centinaia di vite salvate.

Ma i nazisti sono diabolici.

Ogni notte, allo scadere della mezzanotte, cambiano la “chiave” con cui codificano i loro messaggi.

Per questo motivo, ad ogni nuova alba il lavoro fatto il giorno prima viene buttato via. La solita routine riprende: intercettare i messaggi, cercare parole in comune, sperare di svelarne il significato e tentare di salvare vite.

Ma l’arrivo di un matematico con un grande sogno avrebbe cambiato per sempre le sorti della guerra.

Ecco come il desiderio di trovare una soluzione definitiva alla lotta contro Enigma ha trasformato un visionario in un eroe

Una mattina un uomo dall’atteggiamento irriverente e poco affabile fa la sua comparsa nell’ufficio dell’ammiraglio a capo della squadra.

Vuole unirsi al gruppo e sconfiggere Enigma, la macchina diabolica che i nazisti utilizzano per criptare tutte le loro comunicazioni.

Alan TuringIl suo nome è Turing, Alan Turing.

L’ammiraglio è titubante. Non sa decidere se ha di fronte un folle o un genio.

Dopo un lungo dibattito la scelta è presa. Farà parte del progetto.

Alan ha una visione del problema totalmente diversa dal resto della squadra.

Ricominciare ogni giorno da zero, affannandosi a cercare la nuova chiave di lettura dei messaggi criptati è uno sforzo inutile e poco efficace.

Lui vuole trovare una soluzione definitiva, capace di sconfiggere una volta per tutte Enigma scoprendone il funzionamento segreto.

Per questo motivo passa intere giornate chiuso in una stanza – separato dal resto del gruppo – progettando su pezzi di carta una macchina innovativa, qualcosa che l’umanità non hai mai visto prima.

Scrivendo una lettera direttamente a Winston Churchill – dimostrando un gran coraggio e grandi capacità persuasive – ottiene un finanziamento di duecento mila sterline. (una bella cifra a quei tempi)

Per mesi Alan – rinchiuso nel suo “ufficio” – monta su un grande telaio in legno condensatori, ingranaggi ed altri aggeggi elettrici, procedendo per tentativi e correggendo gli errori mano a mano di presentano.

Nel frattempo la guerra si fa sempre più cruenta. I bombardamenti su Londra sono sempre più frequenti. Gli U-boat continuano ad affondare navi da guerra e mercantili civili.

Ad un certo punto i colleghi di Alan iniziano a lamentarsi del suo atteggiamento, della sua scarsa collaborazione.

Lo accusano di non fare nulla mentre loro sono continuamente sotto stress nel tentativo di salvare vite.

Mentre noi corriamo contro il tempo – ogni maledetto giorno – per risolvere il nuovo codice di Enigma, tu cosa fai? Come puoi stare dietro alla tua macchina mentre ogni minuto decine di inglesi muoiono a causa dei nazisti?

L’ammiraglio – incalzato dalle lamentele della squadra di Alan – vuole vederci chiaro, vuole vedere i frutti del suo lavoro.

Irrompe nella stanza dove il folle matematico lavora, accompagnato dalla polizia militare.

Tutto quello che vede è solamente un gigante ammasso di cavi ed ingranaggi che ancora – dopo ingenti somme di denaro spese – non è in grado di produrre alcun risultato.

La situazione degenera.

L’ammiraglio – che ha sempre detestato Alan per il suo atteggiamento irriverente – cerca in tutti i modi di cacciarlo fuori dal progetto e ordina di staccare la spina a quella folle creazione.

Alan prova a reagire, disperato. Urla. Cerca di proteggere la sua invenzione mettendo il suo corpo come scudo.

La polizia militare interviene e sta per arrestarlo, quando ad un tratto ecco un vero e proprio colpo di scena.

Vedendo la sua reazione di fronte alla possibile distruzione della strana macchina, uno ad uno gli altri membri della squadra ricattano l’ammiraglio:

Se licenzi lui, me ne vado anche io

Grazie a questo gesto inaspettato, Alan può finalmente tornare a lavorare indisturbato a “Cristopher”. (questo è il nome che ha dato alla sua macchina)

Inoltre adesso non è più solo. Può contare anche sull’aiuto delle menti dei suoi colleghi.

Ed è infatti condividendo le informazioni e le conoscenze che ognuno ha accumulato nel tempo che scoprono una falla in Enigma.

Tutte le comunicazioni, ogni giorno, riportano nascosta dal codice sempre la stessa frase.

È grazie a questa ripetizione che Alan riesce a scardinare a ritroso il sistema di crittografia.

Ecco il risultato così tanto atteso per anni.

La macchina riesce in pochi minuti – ed in modo automatico – a calcolare il codice per decifrare i messaggi dei Nazisti.

Niente più tentativi e calcoli mentali su centinaia di messaggi intercettati.

Niente più vittime inglesi.

Enigma è sconfitta.

Grazie ad Alan Turing ed alla sua macchina oggi possiamo vivere liberi.

Ma c’è di più. Il pc dal quale stai leggendo questo articolo è un discendente diretto dell’invenzione che ha sconfitto il codice nazista.

Hai letto bene. In pochi lo sanno, ma Turing è stato a tutti gli effetti il padre dell’informatica e dei computer.

Ti avevo promesso però che da questa storia avresti potuto trarre delle importanti lezioni per il tuo lavoro. Quindi andiamo a vederle una per una.

Scopri i 3 segreti – nascosti nella storia di Alan – per creare il tuo piano di manutenzione automatico per i ventilatori ed evitare così di lavorare sempre di corsa inseguendo emergenze, senza spendere un patrimonio in continue sostituzioni di ricambi e riuscendo finalmente a garantire al 100% il funzionamento continuo degli impianti.

Mentre guardavo il film che ti ho narrato, scena dopo scena trovavo delle forti analogie con la vita da responsabile di manutenzione che tutti i giorni vivono molti miei clienti.

Certo tu non hai a che fare con messaggi in codice che rivelano le coordinate degli attacchi nazisti.

Ma se ci pensi bene le esplosioni che qualche macchinario guasto potrebbe causare, non sono meno pericolose di un attacco dei famigerati U-Boat.

Il problema è che molto spesso sei costretto a lavorare come i colleghi di Alan.

Rincorri incessantemente le emergenze.

Devi saltare da un problema ad un altro, in un’eterna corsa contro il tempo.

Ed ogni nuovo giorno, significa ricominciare tutto da capo.

Quindi senza ulteriori indugi andiamo a vedere il primo insegnamento che puoi trarre da quanto hai letto fino ad ora.

Esiste un solo modo per uscire dal ciclone delle fermate non programmate – cancellando quel perenne senso di urgenza – e creare un piano di manutenzione di lungo respiro

Lo so che adesso starai pensando:

Ti sembra facile a te dire che devo creare un piano di manutenzione. Ma chi fa il mio lavoro mentre io me ne sto comodo seduto in ufficio a pianificare tutte le attività?

Hai ragione.

So bene che NON ti puoi permettere il lusso di avere una squadra che lavora sulle urgenze – come i colleghi di Alan – mentre tu stai comodamente seduto a cercare la soluzione definitiva alle fermate non programmate.

Ti capisco perché anche io mi sono trovato nella tua stessa situazione diversi anni fa, quando – appena prese in mano le redini della mia azienda – mi sentivo schiacciato dalle continue emergenze e dai problemi quotidiani.

In molti mi dicevano che come imprenditore mi dovevo occupare dei piani di sviluppo dell’azienda. Mi ripetevano che dovevo ragionare a lungo termine.

Quello che non capivano questi consiglieri improvvisati era che, se anche programmavo al meglio la crescita aziendale, ogni giorno i problemi irrisolti restavano li. Si accumulavano. Diventavano più grandi.

Poi un giorno un amico di famiglia, che aveva avuto una lunga esperienza come dirigente in molte multinazionali, mi ha dato un nuovo modo di vedere la situazione. Queste sono le parole precise che mi ha detto in risposta alle mie difficoltà:

“Vedi Diego, non puoi restare invischiato nella routine quotidiana. Però è anche vero che se pensi solo a piani futuri, le questioni irrisolte esploderanno come bombe ad orologeria. Quello che devi fare è essere un po’ strabico. Con un occhio guarda al presente e a tutte le emergenze che devi gestire. Con l’altro però scruta sempre l’orizzonte per capire se stai andando nella direzione giusta”

Essere strabico – nel tuo caso – vuol dire continuare a gestire e tamponare le situazioni critiche sui diversi ventilatori installati nel tuo impianto.

Al tempo stesso però devi iniziare a lavorare ad un vero piano di manutenzione, che ti permetta entro pochi mesi di eliminare – o almeno ridurre quasi a zero – le fermate non programmate.

In che modo?

A differenza di Alan, non cercare di risolvere l’intero problema in una volta sola. Procedi per piccoli passi, più semplici da realizzare.

Per prima cosa devi stabilire – nel tuo stabilimento – quali sono i ventilatori critici. Per farlo puoi rispondere a queste tre semplici domande:

  1. Quali ventilatori – in caso di guasto – bloccano una o più linee di produzione?
  2. Di questi, quali sono più complicati da riparare? (Per dimensioni, mancanza di ricambi, difficoltà di montaggio e smontaggio, etc)
  3. Il costo per sostituirli supera di gran lunga i costi per la loro manutenzione annuale?

Una volta che hai definito quali – tra tutte le ventole in servizio nello stabilimento – sono le più importanti hai già compiuto un passo importante.

Puoi infatti restringere il tuo campo di azione e finalmente focalizzare i tuoi sforzi come un raggio laser per cancellare una volta per tutte il problema delle emergenze e dei doppi turni di lavoro necessari per sistemare i guasti improvvisi.

Ora concentrati su un singolo ventilatore alla volta e prepara un piano di manutenzione in grado di evitare qualsiasi guasto nell’intervallo di tempo tra una fermata programmata e quella successiva.

Raccogli nel tuo programma di attività tutte le informazioni che il costruttore ha indicato nel manuale di uso e manutenzione e sulle targhe dati.

Non trascurare poi la tua esperienza di utilizzatore.

Tu hai accumulato nel tempo tutta una serie di accorgimenti, precauzioni e piccoli segreti di quel ventilatore che NESSUN costruttore può conoscere ed inserire nei suoi manuali a meno che non chieda aiuto ai suoi clienti.

Lo dico per esperienza. Ho passato infatti gli ultimi mesi a contattare i miei clienti. Li ho intervistati chiedendo quali problemi devono combattere più spesso. Ho raccolto le loro testimonianze dei casi di successo.

Il risultato?

Tra pochi giorni terminerò una guida che sto scrivendo proprio per chi come te è responsabile della manutenzione degli impianti.

In poche pagine ho cercato di condensare tutti i casi possibili di installazione dei ventilatori e ho indicato quelli che sono – in base all’esperienza mia e dei miei clienti – gli errori più comuni che potresti commettere nella gestione di queste macchine.

Se vuoi ricevere in anteprima la tua copia gratuita della guida ti basta cliccare qui.

Ora andiamo avanti.

Prima di lasciarti correre a scrivere il tuo piano di manutenzione ho ancora un secondo trucco da svelarti.

Se non hai il tempo – ed il budget – per controllare e monitorare tutti i parametri di funzionamento, allora scopri quali sono le attività preventive più importanti che NON devi trascurare se vuoi annullare i guasti improvvisi dei tuoi ventilatori

In qualsiasi manuale – compreso quello che io stesso allego ai miei prodotti – vengono riportarti tutta una serie di controlli da effettuare regolarmente per garantire il corretto funzionamento di un ventilatore.

Sono ovviamente delle raccomandazioni corrette e – in teoria – dovresti seguirle alla lettera.

Ma se NON riesci a stare dietro a tutto?

Piuttosto di arrenderti lasciando degenerare le macchine e portandole fino alla rottura, puoi seguire i semplici consigli che sto per darti.

Riprendo un attimo un passaggio della storia che ti ho raccontato per chiarire quello che sto per dire.

Verso la fine del film, i colleghi di Alan si uniscono a lui nella costruzione della macchina Cristopher. Grazie a questa collaborazione scoprono che tutti i giorni la prima comunicazione dei nazisti iniziava con la stessa frase. Tutto il resto era diverso ogni mattina, ma quelle prime parole – quando decriptate – erano sempre uguali.

Concentrandosi solo su quel piccolo gruppo di lettere – piuttosto che sull’intero messaggio – la squadra è riuscita a scardinare Enigma.

Allo stesso modo anche tu devi concentrarti su quelli che sono i controlli più importanti nella manutenzione di un ventilatore.

Per aiutarti a capire ti riporto un caso reale che ho dovuto gestire qualche anno fa.

Un bel giorno vengo chiamato dal responsabile di manutenzione di un’azienda che ancora non era tra i miei clienti per il servizio di assistenza post-vendita.

La persona al telefono mi informa che un mio ventilatore – installato a valle di un filtro a maniche sul loro impianto – di punto in bianco si è inchiodato. I cuscinetti sono schizzati in mille pezzi per tutto il capannone.

La girante si è ammaccata quando – senza più il sostegno dei supporti – è andata a sbattere contro la chiocciola.

Hanno tutta la linea ferma a causa del mio ventilatore quindi sono a dir poco adirati.

Senza perdere tempo, il mattino seguente sono nel loro stabilimento per cercare di capire cosa sia successo.

Faccio qualche domanda in merito a quali attività di manutenzione hanno eseguito sul ventilatore.

Il responsabile di manutenzione mi mostra un corposo plico di fogli.

Ecco. Queste sono tutte le analisi di vibrazione ed i rapporti di equilibratura svolti

Io resto un po’ sorpreso.

La macchina ha meno di 3 anni di funzionamento e -.a giudicare dal peso del fascicolo che mi ha consegnato – sembrerebbe che hanno già equilibrato la girante una decina di volte.

Domando se avevano problemi di accumulo di polvere per giustificare così tanti controlli di vibrazioni in così poco tempo.

No, nessun problema. Mi hanno raccomandato di tenere sempre basse le vibrazioni, per questo appena scopro che superano i 3 millimetri al secondo chiamo la società che ci bilancia le ventole.

Certo tenere monitorati i valori di vibrazione è un’ottima idea.

Ma mettere una soglia così bassa – che secondo la normativa è il limite per una macchina appena uscita dal produttore – mi sembra un po’ eccessivo. (scoprirò più avanti che è stata la stessa società che eseguiva le bilanciature a consigliare quel folle valore)

Proseguo nel mio sopralluogo e vado a controllare i cuscinetti. (o meglio quello che ne resta)

piano di manutenzione grasso secco cuscinetti
Mi accorgo immediatamente che il grasso rimasto nelle sedi è completamente secco. Ha formato uno strato solido e compatto.

Guardo il responsabile di manutenzione negli occhi.

Lui ricambia con uno sguardo incuriosito.

Chiedo quando è stata l’ultima volta che hanno ingrassato i cuscinetti.

Ti risparmio la scena pietosa. La sua risposta si può riassumere in una sola parola. MAI.

Me lo sarei mangiato.

In tre anni hanno speso una fortuna (13.675,00 € per la precisione) in inutili equilibrature – per la gioia della società che le fatturava – ma a NESSUNO è mai venuto in mente che forse una briciola di grasso poteva aiutare quei poveri cuscinetti a ruotare senza emettere quel suono terribile, simile a grida di dolore.

Come puoi vedere da questo esempio – che per fortuna è un caso unico nella mia esperienza – devi stabilire delle priorità nei controlli da fare per assicurarti di non sprecare inutilmente tempo e denaro e trovarti comunque con il ventilatore distrutto.

Non ti sto dicendo di non controllare i valori di vibrazione sui cuscinetti. Anzi è una verifica essenziale che devi compiere regolarmente. (Ma – salvo casi eccezionali – è più che sufficiente eseguire questa analisi una volta all’anno)

Quello che devi comprendere è che non ha senso diventare ossessionato dall’equilibratura della girante, se poi si lasci i cuscinetti a secco di lubrificante.

Adesso sei pronto per passare al terzo ed ultimo insegnamento che puoi trarre dalla storia di Alan Turing.

Sono certo che sarà quello che più ti farà venire l’acquolina in bocca.

Ecco come puoi inserire il pilota automatico e lasciare che il tuo piano di manutenzione dei ventilatori funzioni in autonomia mentre ti trovi nell’imbarazzo di dover scegliere come impegnare il tempo che hai liberato

Ok. Lo ammetto. C’è una piccola bugia in quello che ho appena scritto.

Non ti troverai mai nella situazione di non sapere come impegnare il tuo tempo.

Resta però vero che puoi trovare un modo per creare un piano di manutenzione che funziona in modo automatico.

Se mi hai seguito fino a questo punto ti ritrovi in questa situazione:

  • Hai individuato quali sono i ventilatori più critici per il tuo impianto e per i quali devi assolutamente evitare qualsiasi tipo di guasto.
  • Hai stabilito quali attività di manutenzione preventiva NON puoi assolutamente trascurare.
  • Hai definito un programma di azione completo di scadenze per ognuna delle attività di cui al punto precedente.

In pratica hai preparato tutto quello che ti serve. Hai realizzato la tua versione delle “macchina di Turing”.

Ma c’è un problema che mette a rischio il tuo successo nella guerra alle fermate non programmate.

Quale?

Semplice. La tua memoria.

Aspetta prima di mandarmi a quel paese.

Non ho nessun dubbio che tu possa avere una buona memoria e ricordarti qualsiasi appuntamento o scadenza dei prossimi 12 mesi.

Il punto è un altro.

Anche inizi a gestire i tuoi ventilatori con il nuovo piano di manutenzione, sarai comunque immerso fino al collo nelle emergenze ed in tutti i problemi che queste macchine ti stanno creando già adesso.

La rottura di un cuscinetto. Le cinghie di trasmissione che si spezzano su un’altra macchina.

Un filtro che – a causa delle maniche logorate – scarica tonnellate di polvere su una girante facendola vibrare come in un terremoto.

Saltando da un problema all’altro, sei sicuro che riuscirai a ricordarti dei controlli preventivi che avevi messo nel tuo piano?

Purtroppo la risposta la conosci bene.

Ma NON è colpa tua.

Quando siamo sotto stress a causa delle emergenze, nei nostri pensieri non c’è proprio spazio per tutte le attività – magari più importanti – che non riteniamo urgenti.

È per questo motivo che devi rendere automatica l’esecuzione del tuo piano di manutenzione dei ventilatori.

Il modo più semplice che ti posso consigliare è di sfruttare l’aiuto della tecnologia.

Quello che sto per darti ti sembrerà un consiglio stupido e banale, ma ti assicuro che se lo segui non avrai più difficoltà nel rispettare le varie scadenze delle attività che hai programmato.

Per essere sicuro di ricordarti anche il più piccolo intervento di manutenzione pianificato, ti basta inserire ogni singola scadenza all’interno del calendario di Outlook o di Google (o qualsiasi altro calendario elettronico online).

Sfruttando questi strumenti potrai essere sicuro che – anche se immerso nelle emergenze quotidiane – NON salterai nessuna attività di manutenzione e:

  • Riceverai in automatico una notifica dal calendario quando la scadenza si sta avvicinando.
  • Potrai tenere sempre sotto controllo lo stato di salute dei ventilatori più critici, senza dover scegliere tra gestire le emergenze o prevenire i guasti nel futuro.
  • Avrai una visione di insieme di tutte le attività da compiere nei mesi a seguire, potendo così scegliere come organizzarle in funzione della disponibilità di personale e della distanza tra le diverse macchine.

Chiariamo una cosa però. I calendari elettronici possono solo ricordarti che si avvicina la scadenza per un’attività di manutenzione da svolgere.

Eseguirla però spetta a te.

Grazie mille. Ma io voglio proprio togliermi dalla testa questi ventilatori e tutti i loro guasti. Quando hai detto sistema automatico, pensavo che mi avresti liberato per sempre da queste macchine infernali.

Grazie mille. Ma io voglio proprio togliermi dalla testa questi ventilatori e tutti i loro guasti. Quando hai detto sistema automatico, pensavo che mi avresti liberato per sempre da queste macchine infernali.

Ok, questa frase ti è passata nella testa allora ho una buona notizia per te.

In realtà esiste un modo per liberarti una volta per tutte dalla manutenzione dei ventilatori e dimenticare la preoccupazione di quali controlli eseguire e con che frequenza ripeterli.

Posso prendermi personalmente in carico la gestione di questa parte del tuo ruolo come responsabile della manutenzione.
Non avrai nemmeno bisogno di segnare nel calendario tutte le scadenze. Sarò io a farlo per te, contattandoti qualche giorno prima per organizzare l’intervento di un mio tecnico.

Ho infatti creato il pacchetto ZERO ROTTURE per aiutare chi – come te – ha in gestione la manutenzione di tutti i macchinari installati nello stabilimento ed è stufo dei continui guasti improvvisi sui ventilatori e delle fermate non programmate che causano.

Come puoi approfittare di questa opportunità di delegare TOTALMENTE la manutenzione di queste macchine ad un esperto senza più doverti preoccupare di lubrificazione, vibrazioni e controlli periodici e potendoti finalmente godere il fine settimana?

Ti basta richiedere che ti venga spedita – GRATUITAMENTE, tu non devi sborsare niente – la tua copia della guida sulla manutenzione “4 tattiche dei più grandi strateghi per vincere la guerra ai guasti improvvisi dei tuoi ventilatori industriali“.

Clicca sul pulsante seguente ed in pochi minuti riceverai – comodamente nella tua casella email – la tua copia gratuita della guida sulla manutenzione:

Scopri come creare un piano di manutenzione automatico, scarica la guida

Ma io non voglio leggere la guida. Ho bisogno di un esperto che mi liberi dai problemi di tutte quelle ventole.

Spiacente. Per prima cosa è giusto che anche tu sia in grado di svolgere tutte le attività che sono previste nel programma ZERO ROTTURE. In questo modo infatti la tua scelta di rivolgerti a me non sarà dovuta ad una mancanza di conoscenze da parte tua.

Se poi dobbiamo collaborare voglio essere certo che tu sappia chiaramente cosa posso fare e cosa invece va oltre le mie competenze.

Inoltre nella guida ti svelerò alcuni indicatori di prestazioni che – se deciderai di affidarmi la manutenzione dei tuoi ventilatori – potrai usare per valutare la bontà ed i risultati del mio lavoro.

Conosci sicuramente il detto: “Patti chiari, amicizia lunga”.

La guida sulla manutenzione è il mio modo di creare con te le basi per un rapporto professionale capace di durare nel tempo.

Quindi non perdere altro tempo, scarica subito la tua copia:

Scopri come creare un piano di manutenzione automatico, scarica la guida

Per oggi è tutto.

Alla prossima

Mai più guasti improvvisi!

Il Signore delle Ventole.

P.S. Il film da cui ho preso ispirazione per questo articolo si chiama “The imitation game”. Ovviamente – come ogni film – ha “romanzato” la verità e la biografia di Alan Turing. Il filo conduttore dal quale ho estratto i consigli che hai appena letto è però abbastanza aderente alla realtà. Mi piacerebbe sapere se hai trovato utili questi spunti di riflessione ed eventualmente quali vantaggi ne hai tratto dal metterli in pratica

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