Nuova marcatura ATEX dei ventilatori. Cosa cambia veramente?

di | Novembre 1, 2019

Nuova marcatura ATEX ventilatori

 

A partire da oggi vanno in pensione le vecchie norme che regolavano le apparecchiature non elettriche, come ad esempio le mie tanto amate ventole.

Fino a ieri infatti la serie EN 13463 erano considerate norme armonizzate che – se seguite nei requisiti che specificavano – potevano dare la presunzione di conformità alla direttiva ATEX.

Questa serie è stata sostituita dalle due norme EN ISO 80079-36 e EN ISO 80079-37.

Nuova marcatura ATEX ventilatori nuove norme

Cosa cambia con queste nuove norme?

I cambiamenti sono abbastanza consistenti. Alcuni più visibili a te che i ventilatori ATEX li devi acquistare, come ad esempio la sigla con cui vengono marcati.

Altri invece restano dietro le quinte, e proprio perché non sono visibili a chi acquista richiedono una maggior divulgazione.

Nuova marcatura ventilatori ATEX. Ancora più complicata?

Come detto, quello che apparirà più evidente ai tuoi occhi sarà la nuova sigla ATEX applicata sui ventilatori.

La EN ISO 80079-36 introduce infatti alcuni cambiamenti nella serie di codici utilizzati per la marcatura ATEX di un ventilatore:

  • Spariscono (ahimè) le lettere c,b e k che indicavano in quale modo la macchina era protetta dal rischio di esplosione. Al loro posto viene introdotta la lettera h, ad indicare che si tratta di un’apparecchiatura non elettrica.
  • Appaiono i gruppi di esplosione IIIA, IIIB e IIIC relativi alle polveri.
  • Viene introdotto l’EPL, livello di protezione dell’apparecchiatura dal rischio di esplosione.

Se vuoi approfondire questo aspetto e comprendere come leggere correttamente la nuova marcatura ATEX di un ventilatore, ti consiglio di scaricare la “Guida alla sopravvivenza nella giungla delle classificazioni ATEX dei ventilatori” che – nella seconda edizione che ho da poco pubblicato – ti svela punto dopo punto come comprendere tutte quelle lettere e codici spesso ermetici.

Ti basta compilare con i tuoi dati il modulo che trovi sotto ed entro pochi minuti riceverai – gratuitamente – la guida direttamente nella tua casella mail.

Come detto però, la marcatura ATEX è solo la punta dell’iceberg dei cambiamenti che la nuova EN ISO 80079-36 introduce.

Alcune nuove restrizioni restano nascoste a te che acquisti i ventilatori. Hanno infatti a che fare con la procedura di valutazione dei rischi e con le scelte progettuali che ogni costruttore compie.

Sono dettagli nascosti ai tuoi occhi, ma che hanno un forte impatto sulla sicurezza o meno di quello che acquisti.

Per questo motivo voglio parlartene, nella speranza di evitare che qualche costruttore furbetto ti raggiri approfittando del fatto che non ne sei a conoscenza.

Quali modifiche costruttive si nascondono dietro la nuova marcatura ATEX dei ventilatori?

Le scelte progettuali usate per combattere il rischio di esplosione vengono costantemente aggiornate sulla base delle diverse esperienze e di eventuali casi studio che hanno dimostrato delle falle nelle norme tecniche.

La EN ISO 80079-37 che regola i metodi di protezione c,b, e k – cioè in che modo il rischio di esplosione viene eliminato da un’apparecchiatura non elettrica – introduce rispetto alle vecchie norme delle modifiche e restrizioni nella progettazione di un ventilatore ATEX.

Te le sintetizzo qui di seguito.

Limiti sulla trasmissione a cinghie per ventilatori ATEX.

Le cinghie sono una brutta bestia dal punto di vista ATEX.

Se non sono correttamente installate o mantenute tese, slittano sulle pulegge causando un surriscaldamento locale. Per dirla in ATEXese generano una superficie calda, che essendo in movimento è anche complesso da tenere controllata.

Hanno poi la caratteristica di essere poco conduttive dal punto di vista elettrico, da cui il rischio di emissione di scariche elettrostatiche.

Se poi si rompono, possono causare delle scintille di origine meccanica sfregando contro i carter di protezione.

Insomma, quando c’è di mezzo l’ATEX la trasmissione a cinghie è quasi da evitare come la peste.

Ecco perché la EN ISO 80079-37 ne riduce notevolmente l’utilizzo.

Al punto 5.8.2.2 della norma viene vietato l’utilizzo di queste trasmissioni quando si ha a che fare con apparecchiature progettato per EPL Ga e Da (cioè Categoria 1G e 1D).

Possono essere utilizzate per macchine con EPL Gb o Db (cioè Categoria 2G o 2D), a patto che non l’atmosfera ATEX non sia categorizzata come IIC, cioè con presenza di Idrogeno o Acetilene.

Mi è già capitato di sentire che alcuni costruttori di ventilatori affermano di poter usare la trasmissione a cinghie prendendo “opportune precauzioni” anche in zona 1 e gruppo IIC.

Non ci sono opportune precauzioni da prendere.

C’è una norma da seguire, punto e basta.

Limiti nell’utilizzo di leghe leggere.

Da molto tempo è noto che alcuni metalli sono altamente pericolosi dal punto di vista esplosivo. Per questo motivo già le vecchie norme imponevano dei limiti nell’utilizzo di tali elementi all’interno delle leghe leggere usate per la costruzione di apparecchiature non elettriche ATEX.

La EN ISO 80079-36 ha introdotto un ulteriore limite per quanto riguarda le macchine per categoria 2G e 2D.

In precedenza infatti veniva imposto il limite di una percentuale massima del 7,5% di magnesio nella lega. Da oggi invece anche il titanio e lo zirconio utilizzati nella lega metallica non devono superare questo limite.

Se compri dei ventilatori o delle pompe prodotti in serie da un costruttore a catalogo, stai attento a questo aspetto.

La tentazione di svuotare il magazzino di prodotti già costruiti è infatti grande, e tu potresti trovarti in casa dei macchinari che già da oggi non sono più conformi alla direttiva ATEX.

Cariche elettrostatiche e materie plastiche.

Anche su questo tema la nuova EN ISO 80079-36 introduce delle novità.

La più importante riguarda il caso in cui non è possibile eliminare il rischio di cariche elettrostatiche.

Mentre secondo la vecchia norma, era sufficiente aggiungere una targa di allerta “Attenzione: pericolo cariche elettrostatiche”, ora è necessario includere la lettera X (condizioni particolari di uso) nella marcatura ATEX del macchinario.

Quelli visti fino ad ora sono i principali cambiamenti introdotti dalle EN ISO 80079-36 e EN ISO 80079-37.

Rappresentano la nuova ATEX a partire da oggi.

Ma in molti mi hanno contatto per togliersi il dubbio su due domande che ronzano nelle loro teste.

  • Cosa fare con i vecchi ventilatori ATEX?
  • Posso comprare un ventilatore ATEX con vecchia marcatura?

Colgo l’occasione di questo articolo per dare una risposta ad entrambe le questioni.

Devo cambiare tutti i ventilatori che hanno la vecchia marcatura ATEX?

Nelle ultime settimane sono sempre di più le persone che mi hanno contattato ponendomi questa domanda.

Spesso il dubbio nella loro mente l’ha messo un rappresentante o un venditore che – con scarsa professionalità – sta cercando di portare a casa qualche ordine in più.

La risposta alla domanda è semplice.

No. Non devi cambiare nessun ventilatore marcato ATEX.

Tutte le apparecchiature non elettriche installate prima di oggi, se correttamente marcate ATEX secondo le vecchie norme, rimangono valide dal punto di vista della direttiva ATEX.

Lo stesso vale per i certificati di conformità ATEX. Anche se emessi in accordo alla vecchia direttiva e/o alle vecchie norme armonizzate, rimangono validi fino alla loro scadenza.

Se poi ad esempio hai un ventilatore ATEX con trasmissione a cinghie installato in una zona 1 con presenza di idrogeno, potresti valutare di adeguarlo alla nuova EN ISO 80079-37. Non sei però obbligato.

Passiamo quindi alla seconda domanda.

Posso acquistare un ventilatore con la vecchia marcatura ATEX?

Certo, sei libero di fare quello che vuoi.

Basta che tieni bene a mente che stai portando in casa qualcosa che – dal punto di vista legale – NON è conforme alla direttiva ed alle norme ad oggi vigenti in ambito ATEX.

ATTENZIONE. Il problema non è solo del costruttore che ti vende un prodotto con una marcatura non corretta.

Sia che tu sia l’utilizzatore, piuttosto che chi vende l’impianto dove viene installato il ventilatore con la vecchia sigla ATEX, sarai ritenuto responsabile per l’ultizzo di un macchinario non conforme alla direttiva ATEX.

So che molti fornitori ti faranno pressioni, magari con sconti osceni, per accettare una fornitura conforme alle vecchie norme. Magari non si sono ancora attrezzati per emettere correttamente tutta la documentazione e le targhe in accordo alla EN ISO 80079-36.

Sta a te scegliere se prenderti sulle spalle il macigno di una responsabilità civile e penale che non dovrebbe competerti, pur di risparmiare qualche centinaia di euro.

BONUS. Una guida rapida alla lettura delle marcature ATEX dei ventilatori.

Ecco un piccolo regalo per te.

Ti ho già parlato della “Guida alla sopravvivenza nella giungla delle classificazioni ATEX dei ventilatori” che ho scritto per aiutarti a comprendere a fondo il significato di ogni singolo codice usato nelle marcature ATEX.

Ti ricordo che puoi scaricarla GRATUITAMENTE compilando il modulo che trovi qua sotto.

Ho però pensato di farti anche un ulteriore regalo.

Si tratta di un documento che abbiamo messo insieme io e Claudio Delaini, con l’obiettivo di fornirti una sorta di “traduttore” istantaneo delle marcature ATEX.

L’abbiamo chiamato la Stele di Rosetta dell’ATEX e ti consiglio di scaricarla, stamparla e tenerla nel cassetto sempre pronta ad aiutarti quando devi valutare se ti stanno fornendo un ventilatore – o un qualsiasi macchinario – correttamente marcato ATEX.

Mai più Guasti Improvvisi!

Il Signore delle Ventole

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