Giramenti di pale: episodio 1. Come puoi sapere se la portata e la pressione del ventilatore che ti hanno venduto sono veramente quelle di cui hai bisogno?

Da | febbraio 22, 2018

Giramenti di pale 1 episodio Come puoi sapere se la portata e la pressione del ventilatore
Benvenuto alla prima puntata del podcast “Giramenti di pale”.

Il primo e unico podcast dedicato ai ventilatori industriali e a chi li utilizza nella progettazione degli impianti di processo.

Giramenti di pale è un appuntamento settimanale. Si tratta di una serie di audio basati su domande e problemi nel mondo dei ventilatori industriali installati all’interno degli impianti.

L’idea è – invece di rispondere singolarmente ogni volta che mi viene posta una domanda – di fare un lavoro un po’ più utile diffondendo, a quante più persone, la soluzione alle domande particolari che di volta in volta ricevo.

Ma ora bando alle ciance. Ecco il primo quesito sui ventilatori industriali che inaugura il podcast Giramenti di Pale.

Oggi rispondo alla domanda che ho ricevuto da Andrea:

“Come faccio a essere sicuro che il ventilatore che mi hanno venduto, dà veramente la pressione di cui ho bisogno?”

Questa è una bella domanda. Certo nasconde un po’ di sfiducia al suo interno, ma in queste circostanze è comprensibile.

Per rispondere a questo quesito, facciamo luce su una legge fondamentale.

Il ventilatore di per sé NON può scegliere le prestazioni da dare.

Si adegua a quello che l’impianto richiede.

Esiste sempre un equilibrio tra ventilatore e impianto.

Bisogna modificare leggermente la domanda di Andrea:

“Come faccio a sapere se la coppia ventilatore-impianto sta funzionando nelle condizioni corrette?”

Per risolvere questo problema, vengono in aiuto quelle che si chiamano “prove di prestazioni”.

Cosa sono le prove di prestazioni di un ventilatore

Sostanzialmente sono dei test che vengono fatti molto spesso in officina dal costruttore, con la macchina in un setup di prova.

Durante questo test si misurano i parametri fondamentali di un ventilatore, cioè la portata la pressione e la potenza assorbita.

Da queste tre grandezze è poi possibile calcolare anche il rendimento.

Quello che si fa in laboratorio (o in officina) posso replicarlo anche direttamente da te in impianto. (con opportuni accorgimenti, dato che chiaramente non ci sono le condizioni ideali per poter effettuare queste prove)

Esistono degli standard (o delle normative) che stabiliscono come misurare la portata e la pressione di un ventilatore installato in impianto.

A livello internazionale c’è ad esempio la ISO 5801 definisce ad esempio come effettuare queste prove.

Se invece vuoi seguire lo standard Americano (dal quale si è preso spunto per la ISO 5801) devi osservare le AMCA 203.

Entrambi gli standard stabiliscono sia le procedure da seguire per misurare la portata e pressione di un ventilatore, così come i parametri di correzione da utilizzare per tenere conto delle condizioni particolari che si hanno in un test sull’impianto.

Questi servono proprio a correggere i risultati, tenendo in considerazione il fatto che la prova non è effettuata in condizioni ideali (quindi in officina o in un laboratorio).

Chiarito come puoi verificare se il tuo fornitore ha dichiarato dei valori corretti di portata e pressione del ventilatore, voglio raccontarti una storia utile a comprendere un utilizzo molto intelligente delle prove di prestazioni

L’aneddoto che ti racconterò mi ha talmente segnato – professionalmente parlando – che da quel momento ho deciso di eseguire una prova di prestazioni per tutti i vecchi impianti dei quali i dati di funzionamento sono ignoti o poco chiari.

Questo mio cliente, del quale non voglio fare il nome per questioni di privacy, aveva bisogno di sostituire un ventilatore funzionante all’interno della sua azienda.

L’impianto in questione è abbastanza vecchio, datato.

Il mio cliente voleva acquistare un ventilatore centrifugo più performante, per poter aumentare la propria produttività aziendale.

Il problema è che di un impianto molto vecchio, non si conosce nessun dato esatto di funzionamento.

Certo qualche informazione era presente nelle vecchie carte.

Come però succede sempre in queste situazioni col passare degli anni si aggiungono altre parti di impianto, si cambia la tipologia di produzione.

Il risultato?

Con le continue modifiche all’impianto, nel tempo cambiano le prestazioni del ventilatore rispetto alla portata ed alla pressione che inizialmente erano state stabilite.

In quel caso ho commesso – devo ammetterlo – un errore di leggerezza: mi sono fidato dei dati ricevuti.

In realtà il mio cliente non aveva bisogno di un ventilatore più grande per aumentare la produzione.

Il vero problema era che già quello installato non riusciva più a dare la portata e la pressione necessarie all’impianto per funzionare.

Fidandomi quindi dei valori di prevalenza del ventilatore richiesti dal mio cliente, ho installato una ventola incapace di dare le giuste prestazioni all’impianto.

Inutile dirti che col cliente è nata una discussione.

Esiste una legge NON scritta tra chi acquista o utilizza ventilatori industriali.

Quando c’è un problema di bassa pressione o di poca portata, è sempre colpa del ventilatore.

Ormai me ne sono fatto una ragione. Non mi batto più per smentire questa credenza.

In alcuni casi può esserci effettivamente un’errata progettazione che porta ad avere problemi con la portata e la pressione del ventilatore.

Ma nel 99% dei casi quello che succede è che l’impianto ha subito talmente tante modifiche, che la sua curva di funzionamento – la curva di resistenza del circuito – è cambiata nel tempo.

Quindi bisogna ristabilire le condizioni di equilibrio vere, necessarie, per far funzionare tutto in modo efficiente.

Tornando alla storia del mio cliente, dopo un po’ di discussioni, mi sono armato dei miei strumenti: il mio bel tubo di pitot, un manometro, un barometro, il termometro per misurare temperatura bulbo secco-bulbo umido…Insomma la mia solita cassettina degli attrezzi da Signore delle Ventole e sono andato a prendere le misure direttamente in campo.

Ho scoperto che in realtà le modifiche fatte all’impianto nel corso degli anni, erano talmente tante che persino i ventilatori originali non riuscivano a dare le prestazioni richieste.

Il mio cliente pensava di dover cambiare il ventilatore per aumentare la produzione, quando in realtà la situazione era ben diversa.

L’impianto stava già andando a una maggiore produttività e i ventilatori originali erano impiccati, al massimo delle loro capacità.

Dalle misure di prestazione del ventilatore sono riuscito a calcolare quello che era veramente il bisogno in termini di pressione richiesto dall’impianto.

Quello che viene chiamato punto di funzionamento della coppia ventilatore-impianto.

Per fortuna non è stato necessario rifare la ventola, sarebbe venuto fuori un putiferio.

Inoltre è sempre difficile far capire – senza rischiare di offendere – che l’errore è del cliente che ha dato valori di portata e pressione del ventilatore sbagliati.

Nel caso specifico però si trattava di un cliente di lunga data.

Grazie ad una reciproca collaborazione abbiamo trovato una soluzione al problema.

Modificando leggermente il diametro della girante l’impianto era finalmente in grado di aumentare la sua produttività.

Da quel giorno come ti dicevo ho imparato la lezione.

Soprattutto quando si tratta di una vecchia installazione, nella quale si vuole fare un revamping, non mi fido più dei valori di portata e pressione scritti nelle vecchie carte dell’impianto.

Il primo passo in questi casi è una verifica in campo delle prestazioni effettive.

Solo dopo aver misurato i valori effettivi di portate e pressione del ventilatore installato, cerco di selezionare la ventola necessaria a soddisfare i nuovi bisogni del cliente.

Arrivati alla fine di questa prima puntata di Giramenti di Pale, voglio darti la possibilità di essere il protagonista di uno dei prossimi episodi.

Per prima cosa voglio ringraziare Andrea per avermi fatto questa domanda.

Ho già qualche altra domanda alla quale ho risposto registrando un nuovo episodio del podcast.

Ma come potrai immaginare, me ne serviranno molte per poter andare avanti nel tempo.

NON voglio infatti registrare puntate dando spiegazioni che non rispondono a dei reali dubbi. Per questo esistono già gli articoli di questo blog.

Voglio domande vere di chi tutti i giorni deve progettare impianti industriali nei quali vanno inseriti dei ventilatori.

Quindi se tu sei uno di questi, voglio proporti uno scambio alla pari.

 

Qualsiasi sia il dubbio, la domanda o una cosa poco chiara che ti frulla in testa in merito ai ventilatori industriali, scrivimela nel modulo qua sotto.

Userò la tua domanda per creare una nuova puntata del podcast ed in questo modo aiuterai altri tuoi colleghi a scegliere sempre e solo i migliori ventilatori per il proprio impianto.

e invece vuoi semplicemente commentare questa nuova iniziativa (non essere troppo severo, mi raccomando 😉 ) non esitare: lasciami un commento in basso e aiutarmi a divulgare questo piccolo contributo che sto cercando di dare per illuminare il mondo dei ventilatori distribuendo quante più informazioni disponibili.

Mai più guasti improvvisi!

Il Signore delle Ventole

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.