Come evitare incendi nell’impianto di aspirazione polveri metalliche?

di | Gennaio 13, 2022

Evitare incendi impianti aspirazione polveri metalliche

3 consigli pratici per evitare che in azienda questo ‘’nemico invisibile’’ ti porti, nel peggiore dei casi, a una condanna penale in tribunale.

 

La storia che sto per raccontarti potrà sembrarti molto lontana, o addirittura surreale, ma una volta che l’avrai compresa fino in fondo ti renderai conto di QUANTI e QUALI rischi si possono correre quotidianamente in azienda.

 

Tempo fa mi ha contattato Luigi, un tecnico progettista responsabile di alcuni macchinari particolari.

 

Luigi ovviamente è un nome inventato, perché per correttezza ci tengo a mantenere il suo anonimato, e tra poche righe ne capirai anche il motivo.

 

‘’Perfettibile, avremmo bisogno del suo aiuto. So che non è di sua stretta competenza, ma ci occorre il consiglio di un esperto in fatto di rischio esplosione.

Abbiamo ideato e costruito una macchina che lavora pezzi di acciaio legato con nichel, cromo e altri metalli.

Il fatto è che ogni due per tre delle tubazioni in plastica prodotte con dei flessibili prendono fuoco, e non sappiamo proprio che pesci pigliare.

Può venire a darci un occhio?’’

 

Incuriosito da questa richiesta così particolare – poiché mi occupo di ventilatori – mi reco in azienda per capirne di più.

 

Quando Luigi mi ha mostrato l’impianto su cui era installata la macchina ho capito quanto lui e i suoi collaboratori fossero stati fortunati a non rimetterci la pelle fino a quel momento.

 

Non si era reso conto che in un preciso punto della tubazione si concentrava una quantità importante di polveri metalliche prodotta da una lavorazione dell’acciaio, tale da potersi generare una combustione vera e propria in condizioni particolari.

 

Probabilmente starai pensando:

 

Polveri di acciaio che prendono fuoco? Ma hai preso un colpo in testa?

 

Prosegui nella lettura e scoprirai che ho ancora tutte le rotelle al loro posto.

Quando delle polveri metalliche si concentrano in alcuni punti dell’impianto, il rischio che prendano fuoco in pochi secondi è reale ed è sempre dietro l’angolo.

Non solo si mette in pericolo l’impianto stesso, ma anche chi ci lavora a stretto contatto ogni giorno, oltre che gli altri macchinari che lo circondano.

 

Si tratta di un processo molto semplice e naturale: una ossidoriduzione – ovvero una combustione molto lenta – è tipica di ogni metallo che arrugginisce lentamente, senza la presenza di una fiamma visibile.

 

Ma nel momento in cui il metallo è molto fine, sotto forma di polvere, la combustione avviene in un lampo, rilasciando calore e producendo rapidamente una fiamma vera e propria.

 

Un po’ come quelle che si possono vedere all’interno di un caminetto in una fredda sera d’inverno.

 

Ecco, in quel particolare punto della tubatura vi erano tutti gli elementi necessari affinché potesse verificarsi non solo una combustione molto rapida, ma anche una vera e propria esplosione, con conseguenze disastrose per macchinari e personale.

I 3 fattori chiave di un’esplosione di polveri metalliche

Questi elementi fanno parte del famoso triangolo del fuoco, e sono:

 

  1. Un comburente, ovvero quella sostanza che genera la combustione. Solitamente è l’ossigeno già presente nell’aria.
  2. Un combustibile, nel nostro caso le polveri metalliche ‘’arenate’’ in quella particolare zona.
  3. Una sorgente di accensione, o innesco, cioè quella forma di energia che può accendere tutto ad un tratto una miscela e generare un’esplosione. Le più comuni sono le scintille, che siano di origine elettrica o meccanica.

 

Quindi, sottovalutare questo nemico invisibile, le polveri metalliche, può portare a conseguenze drammatiche.

 

Fai attenzione, questo rischio non riguarda solo i metalli, ma quasi tutte le sostanze sotto forma di polvere fine utilizzate in ambito industriale.

 

Ad esempio, lo stesso discorso vale anche per la farina prodotta dal grano, o per i trucioli del legno.

 

Sono tutti comburenti molto pericolosi per chi ci lavora a stretto contatto ogni giorno, perché se inseriti in un contesto a rischio basta una piccola scintilla che prende fuoco tutto l’impianto.

 

Guarda con i tuoi occhi quello che potrebbe succedere. È veramente questione di attimi.

Prova di infiammabilità della farina di grano comune

Secondo quanto emerge dal report periodico sugli incidenti legati alle polveri combustibili (riferimenti alla fine dell’articolo) nella prima metà del 2021 la distribuzione degli eventi nei vari settori è rappresentata nel grafico seguente:

Report eventi esplosioni polveri combustibili 2021

Non si tratta di un report creato con gli incidenti che avvengono in un qualsiasi paese in via di sviluppo dove la sicurezza non si sa cosa sia.

 

I dati sono riferiti a tutti gli incendi e le esplosioni di polveri registrate a livello internazionale.

 

A mio avviso si tratta di dati ottimistici, in quanto buona parte degli incendi o delle piccole esplosioni che non causano grossi danni/vittime spesso non sono segnalate.

 

Come puoi vedere i prodotti alimentari, come le farine, e i prodotti derivati del legno la fanno da padrona.

 

Ed anche le polveri metalliche danno il loro contributo non trascurabile.

Installare un impianto di aspirazione delle polveri metalliche risolve il problema?

Tornando quindi al caso del nostro Luigi, quando gli ho esposto quale era la mia visione del problema è rimasto un po’ stupito:

 

‘’Ma Diego, com’è possibile? Abbiamo introdotto un impianto di aspirazione apposito proprio per evitare questi accumuli di polvere’’

 

Ha fatto bene Luigi, ma al filtro che ha il compito di recuperare le polveri metalliche, filtrarle e separarle dall’aria andrebbero aggiunte delle accortezze – di cui ti parlerò tra poco – e installato un ventilatore ATEX, e non un semplice ventilatore standard comprato a catalogo.

 

Altrimenti si porta in casa il rischio di un’esplosione dagli effetti potenzialmente devastanti non solo per il macchinario in questione, ma per tutto l’ambiente circostante.

 

Contenere questo rischio è l’obiettivo della Direttiva ATEX – acronimo di ‘’ATmosphere EXplosive – ovvero atmosfera esplosiva.

 

In pratica un’atmosfera esplosiva è una miscela di sostanze infiammabili – gas e/o polveri –  che combinati l’aria o un altro comburente può generare una combustione molto rapida grazie ad un innesco.

 

È esattamente il triangolo del fuoco di cui ti ho parlato prima, ma spostato proprio sul macchinario che Luigi si trovava in azienda.

 

Hai presente quando si prende la scossa in una giornata ventosa? Ecco, quella che per noi è un innocuo formicolio in realtà può scatenare dei danni enormi se andasse in contatto con quelle polveri.

 

Continuando a leggere, come promesso, potrai trovare 3 consigli pratici per diminuire drasticamente il pericolo di incendi o esplosioni improvvise in azienda.

 

O ancora meglio, ti consiglio di scaricare immediatamente la mia guida GRATUITA sulle Direttive ATEX. Si tratta di una guida pratica e semplice da leggere, che tocca ogni punto della Direttiva.

 

In questo modo avrai la strada già battuta per comprendere ogni aspetto legato all’ATEX ed evitare riscontri tragici per te, i tuoi collaboratori o i tuoi clienti.

 

Ora avrai capito che risulta fondamentale evitare che l’impianto o la macchina in questione possa saltare per aria in pochi attimi a causa di una violenta esplosione.

 

Così, spiego a Luigi i problemi principali che stanno alla base di questi macchinari altamente pericolosi.

 

Avendo progettato, osservato e prestato manutenzione a centinaia – se non migliaia – di ventilatori e macchinari, posso affermare con certezza che esistono delle grosse mancanze nella sicurezza di diverse aziende italiane.

 

La prevenzione, purtroppo, è tutt’oggi un tema che in molti non seguono scrupolosamente alla lettera.

 

O peggio ancora, ignorano facendo i ‘’furbetti’’ per guadagnare qualcosa in più vendendo a sconto delle macchine non a norma.

 

Ma i problemi possono anche essere altri.

Il rischio esplosione negli impianti aspirazione polveri metalliche

È possibile che il macchinario abbia solo la targhetta ATEX appiccicata sopra, quando in realtà mancano tutti quegli elementi che ti proteggono dal rischio di incendio o esplosione delle polveri trasportate.

 

È possibile che alcuni fornitori abbiano dei macchinari prodotti in serie lasciati sugli scaffali a prendere polvere per mesi, se non per anni. Il tutto senza rispettare la norma EN ISO 80079-36 e la EN ISO 88079-37, per me un mantra quando si tratta di progettare ad hoc un ventilatore ATEX.

 

O ancora, è possibile che il ‘’capo’’ non si sia aggiornato in modo minuzioso nel corso del tempo, continuando a lavorare come quarant’anni fa, mentre le norme si continuano ad aggiornare.

 

Infine, ci sono quei fornitori che se ne fregano della tua sicurezza per avere i prezzi più concorrenziali possibili e sbolognarti quello che hanno a magazzino, dicendoti

 

‘’Tanto cosa vuoi che possa mai succedere? Intanto firma qui, tranquillo’’

 

No invece, succede, eccome.

 

Dico a Luigi che in dieci anni circa, se si continuerà a prendere sottogamba le Direttive ATEX, l’Italia potrebbe diventare un buon luogo per giocare a battaglia navale, ma con la vita delle persone al posto delle navi.

 

Ti sembra una previsione un po’ azzardata? Purtroppo, non è così.

Storie di esplosione di polveri negli impianti industriali.

Andiamo indietro nel tempo al 16 luglio 2007, a Fossano, in Provincia di Cuneo.

 

Gli articoli di giornali recitavano queste esatte parole:

 

‘’Un materiale inerte e di uso quotidiano come la farina, in determinate condizioni di temperatura, concentrazione e pressione può dare origine ad atmosfere esplosive e causare danni notevoli. La storia insegna che la bassa percezione del rischio può indurre e sottovalutare i rischi reali e a non adottare le adeguate misure di prevenzione’’

Ma la cosa peggiore è che ci furono 5 morti.

 

Ti lascio immaginare tutte le conseguenze non solo economiche, ma penali.

 

Oltre alla frase che ogni imprenditore non vorrebbe mai arrivare a dire.

 

Nel documento “Storia di infortunio nr 13: Luglio 2013” redatto dal Servizio Pre.S.A.L. della Asl CN1 viene riportato il seguente paragrafo:

 

No, perché il mulino non c’è più…” rispose telefonicamente il datore di lavoro a un suo cliente suggerendogli di rifornirsi presso un altro concorrente.

 

È successo per la prima volta il 14 dicembre 1785 a Torino, eppure dopo più di duecento anni continua ad accadere di continuo.

 

Incendio filtro polveri di legno

Ho visto con i miei occhi filtri totalmente bruciati a causa di una scintilla che ha innescato le fiamme nel cumulo di polvere di legno all’interno della tramoggia.

 

Questo “piccolo” incendio ha tenuto bloccato il reparto interessato di quella azienda per una settimana, oltre ad aver scatenato l’ira dei sindacati e le indagini dei vigili del fuoco.

 

Tra noi addetti al lavoro si dice che le polveri sono delle brutte bestie quando si parla di rischio esplosione.

 

Questo perché la prima esplosione, anche se di dimensioni limitate, porta ad un sollevamento e dispersione in aria dei depositi di polvere che si sono formati nel tempo. (ecco perché la regolare pulizia è uno dei sistemi di prevenzione più efficace)

 

Da qui, ecco una seconda esplosione molto più violenta, che mette in pericolo macchinari e la vita dei tuoi collaboratori o dei tuoi clienti.

Quali sono le conseguenze di un’errata gestione delle polveri combustibili?

Quando non si dà peso a questi rischi, se sei ancora ancora fortunato devi correre a sistemare tutti gli impianti venduti ai tuoi clienti. Ma nel peggiore dei casi nessuno ti toglie una denuncia al MISE che ti costringe al ritiro immediato delle macchine, causando danni per decine se non centinaia di migliaia di euro.

 

E nel caso di incendio ed esplosione con feriti o morti, ecco che scatta una condanna penale.

 

In soldoni, si chiude baracca.

 

Luigi è stato fortunato che gli prendesse fuoco solo una tubo in plastica, senza che esplodesse direttamente tutto l’impianto.

 

Tuttavia, se ne esce con:

 

‘’Diego, basterà sistemare solo quella parte. Grazie, comunque, di essere passato’’

 

Ma la storia non finisce qui, infatti il giorno dopo mi richiama, probabilmente con la mente più lucida.

 

‘’Scusami per ieri, ma sul momento non riuscivo a concepire il pericolo che circondava l’azienda, i mei clienti e i ragazzi che lavorano con me. Sono tutti bravi padri di famiglia, non meritano di giocare alla roulette russa con la vita ogni giorno per colpa mia.

Vorrei andare a dormire la sera sapendo che gli impianti sono in completa sicurezza.

Cosa mi consigli di fare?’’

 

Vedi, essere un tecnico progettista serio, affidabile e responsabile vuol dire proprio questo.

 

Significa preoccuparsi prima di chi lavora con te ogni giorno senza dover risparmiare ad ogni costo, perché il rischio di un’esplosione è concreto ed è sempre dietro l’angolo.

Sono tornato da Luigi, gli ho omaggiato la mia “Guida alla sopravvivenza nella giungla delle classificazioni ATEX” e nel frattempo gli ho suggerito 3 consigli per diminuire drasticamente la possibilità che accadano incendi o esplosioni causati dall’accumulo di polveri metalliche.

Luigi ha subito messo in pratica questi consigli, e già dal giorno dopo non ha più avuto alcun problema con quei fastidiosi incendi nella tubazione.

 

Tuttavia, ci tengo a precisare che questa è solo la base per i responsabili che si occupano di prevenzione in fatto di polveri potenzialmente esplosive.

 

Non ti metteranno completamente al sicuro, ma quantomeno si possono iniziare a costruire le fondamenta per dormire sogni più tranquilli.

 

Consiglio Numero 1: progettare la sicurezza contro il rischio di incendio e esplosione delle polveri

 

Il primo consiglio riguarda la progettazione, ovvero progettare un impianto di aspirazione delle polveri corretto.

 

Ma cosa significa ‘’corretto’’, nel concreto?

 

Significa progettare un impianto di aspirazione adatto al tipo di polvere prodotta e alla sua granulometria, per poi ‘’diluirla’’ affinché la sua concentrazione all’interno delle tubazioni e di tutta l’area di lavorazione sia ben al di sotto del limite che scatena un’esplosione.

 

Quando si tratta di prevenzione è bene non badare a spese e affidarsi a dei professionisti seri che si preoccupano realmente dell’incolumità dei propri clienti e collaboratori.

 

Affidarsi a dei fornitori che pur di venderti una macchina rinunciano alla sicurezza non farà altro che aumentare le possibilità di un bel botto in azienda.

 

Consiglio Numero 2: evitare una causa comune di esplosione delle polveri combustibili

 

Il secondo consiglio riguarda la corretta messa a terra di tutto ciò che circonda il macchinario.

 

Ciò significa che tutto deve risultare equipotenziale, non deve esserci la minima possibilità che si generino delle scariche elettrostatiche, le più comuni fonti d’innesco che causano esplosioni.

 

Questo è un passaggio che non puoi saltare, poiché le scariche elettrostatiche sono una sorgente di accensione molto comune, efficace e difficilmente evitabile, a meno che non si prendano le giuste precauzione.

 

Anche in questo caso, un piccolo costo in più può salvare a te la reputazione e ai tuoi collaboratori o ai tuoi clienti l’incolumità.

 

Nel caso del mulino di cui ti ho parlato prima, ad aggravare la situazione del datore di lavoro è stato proprio il fatto che non era presente un sistema di messa a terra adeguato, pur sapendo che per quel tipo di operazioni era un requisiti imposto dalla buona pratica oltre che dalla legge.

 

Consiglio Numero 3: evitare depositi di polveri infiammabili

 

Il terzo ed ultimo consiglio riguarda l’evitare accumuli di polveri, in qualunque zona.

 

Un errore che commettono in molti è quello di aspirare le polveri derivanti da una lavorazione dei metalli e accumularle in un altro punto.

 

Siamo daccapo.

 

L’unico punto in cui le polveri vanno trasportate e concentrate è il filtro, il quale provvederà poi a separarle e a smaltirle in maniera corretta.

 

È quindi essenziale progettare o comunque essere in possesso di un filtro che contenga efficacemente tutte quelle polveri, senza incorrere in rischi evitabili ma in egual modo pericolosi.

 

Un altro piccolo bonus: per consolidare l’efficacia della prevenzione dei rischi, al filtro andrebbe affiancato un ventilatore ATEX.

 

Incendio filtro per aspirazione polveri metalliche saldatura laser

Questo perché è possibile che il filtro sia intasato, si rompa o che non venga fatta una corretta manutenzione che ne mantenga l’efficacia di smaltimento nel tempo.

 

Le polveri in questo caso potrebbero riversarsi sul ventilatore, che se non fosse ATEX, potrebbe causare un incendio o un’esplosione facilmente evitabile.

 

Infatti, un ventilatore standard non è in grado di proteggere te, i tuoi collaboratori o i tuoi clienti dalle polveri metalliche.

 

Infine, da questo terzo consiglio ne consegue che:

 

  • I tubi corrugati non sono funzionali, considerato che facilitano l’accumulo di polveri metalliche. Aumenterebbero solamente le possibilità di incendio.

 

  • I tubi con troppe curve e zone dove l’aria rallenta sono pericolosi, dato che la velocità delle polveri nelle tubazioni deve essere tale da non permettere il deposito in nessun luogo che non sia il filtro.

 

  • Le tubazioni dovrebbero essere circolari, e non quadrate o rettangolari. Negli spigoli della sezione la velocità dell’aria è talmente bassa che può consentire degli accumuli di polveri in grandi quantità.

Ora che sei in possesso delle basi per mettere finalmente in sicurezza l’azienda, come ha fatto Luigi, è tempo di passare al passo successivo.

 

Infatti questi 3 consigli, per quanto possano essere subito applicabili, non ti danno il 100% della sicurezza che dovrebbe caratterizzare SEMPRE il luogo in cui lavori.

 

Per questo motivo ti consiglio vivamente di scaricare la mia guida sull’ATEX. È completamente GRATUITA e sono certo che ti fornirà il quadro completo per diventare il professionista che tutti i progettisti sognano di essere per la propria azienda.

 

E cosa più importante, eviterai ogni pericolo per te, i tuoi collaboratori e i tuoi clienti. Pericoli nascosti dietro l’angolo, realizzabili da un momento all’altro.

 

 

‘’Mai più guasti improvvisi’’

 

Il Signore delle Ventole

 

Risorse gratuite e fonti sul rischio di esplosione delle polveri:

Se vuoi scoprire come ordinare un ventilatore davvero sicuro, leggi l’articolo in cui descrivo come deve essere realizzato un ventilatore per polveri di alluminio.

 

Se in azienda hai degli impianti installati prima del 2003, guarda questo seminario dove potrai scoprire come puoi metterti a norma con la direttiva ATEX senza dover per forza di cose cambiare tutti i ventilatori. https://youtu.be/2kbE5_AExZc

 

Trovi il report sulle esplosioni di polveri di cui ti ho parlato nell’articolo a questo link: https://dustsafetyscience.com/2020-report/

 

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