Operai intossicati: è possibile evitare questi incidenti con un impianto di aspirazione delle sostanze nocive?

di | Marzo 9, 2022

impianto di aspirazione sostanze nocive

Giusto ieri (08/03/2022) veniva pubblicata su diversi quotidiani la notizia di due operai intossicati in un’azienda chimica vicino alle mie zone.

Operai intossicati ed impianti di aspirazione sostanze pericolose

Immagine tratta dal quotidiano “Prima Lecco”

Quando accadono queste cose, mi chiedo: a prescindere da come si sono svolti i fatti, salvo imprevisti e serie di sfighe che si allineano, un incidente del genere avrebbe potuto essere evitato con un impianto di aspirazione a regola d’arte, perfettamente funzionante e manutenuto come Cristo comanda?

Non intendo discutere di questo incidente specifico, di cosa si doveva fare e cosa invece andava vietato. Nessuno al momento può farlo.

Spetta alla magistratura comprendere cosa sia accaduto veramente, i periti valuteranno se;

  • L’operazione era svolta sotto un impianto di aspirazione?
  • L’impianto se c’era funzionava?
  • Le mascherine indossate, erano corrette per le sostanze impiegate?
  • Gli operatori hanno seguito le procedure aziendali?
  • etc

E tra qualche mese o anno, senza che la notizia venga riportata sugli stessi giornali che oggi urlano alla tragedia, si arriverà ad una sentenza.

Per questo motivo, non essendo a conoscenza dei fatti, non scriverò nell’articolo di questo caso specifico. Lo prendo solo come spunto.

Da ingegnere e secondo la mia esperienza nel campo della ventilazione, voglio rivolgermi a manutentori e proprietari di aziende simili, e offrire una serie di dritte per evitare che domani succeda anche nella tua azienda.

A beneficio dei tuoi operai.

Quali obblighi di legge ha chi utilizza sostanze chimiche nocive?

Il testo unico sulla sicurezza in merito alle sostanze chimiche pericolose e a quelle cancerogene è molto chiaro sul da farsi, dedicandovi diversi articoli specifici.

Per proteggere i lavoratori, il primo modo proposto dal decreto è quello di sostituire le sostanze con altre che non portino rischi per la salute dei lavoratori.

Ma ovviamente non sempre è possibile seguire questa strada.

L’unica alternativa è quindi fare in modo che gli operatori non entrino in contatto con tali sostanze.

Un impianto di ventilazione a regola d’arte, serve proprio a prevenire che il nome della tua azienda o quella dei tuoi operai finiscano sui giornali a causa di questi “fumi” tossici.

Inoltre una non corretta gestione dei fumi, è materia di legge (e di sanzioni penali pesanti), proprio perché ci sono delle best practice, frutto di anni di studi, esperienze e norme tecniche, standardizzate per evitare che accadano incidenti del genere.

In che modo un impianto di aspirazione può evitare l’intossicazione dei tuoi lavoratori?

Il principio fisico che sta alla base di questi “sistemi di protezione” è la cattura ed eliminazione delle sostanze nocive dall’area di lavoro degli operatori.

Il sistema è generalmente composto da una o più cappe di aspirazione posizionate dove viene dispersa la sostanza. Le cappe sono collegate tramite tubazione ad un ventilatore che “risucchia” l’aria e le sostanze all’interno delle cappe stesse. Prima o dopo la ventola vi è poi un filtro che “pulisce” l’aria dalle sostanze aspirate prima di buttare tutto in atmosfera.

Volendo fare un paragone che farà imbestialire chi produce questi impianti, non sono molto diversi dalla cappa che ognuno di noi ha nella cucina di casa.

Possono capitare incidenti anche con un impianto di aspirazione che a te è stato venduto “a norma”?

Purtroppo  sì.

Ad esempio, per errata progettazione o cattiva costruzione dell’impianto. Tornando all’esempio delle nostre cucine casalinghe, magari ti sarà capitato di vedere il vapore emesso dalle pentole salire e superare la cappa senza essere aspirato.

Lo stesso accade negli impianti di aspirazione industriale se si fanno le cose improvvisando ed andando a spanne.

Mi è capitato più volte infatti di vedere la nubi sprigionate durante una lavorazione o nel travaso di sostanze da un recipiente ad un altro espandersi in aria, senza che la cappa di aspirazione riuscisse a catturarne nemmeno una piccola parte.

La corretta progettazione di un impianto di aspirazione parte da come si origina la sostanza che si vuole catturare. Si tratta di un vapore che si solleva senza altre correnti d’aria, o è una polvere proiettata ad una velocità da una parte di macchinario?

Situazioni diverse richiedono soluzioni specifiche per il caso in esame.

La forma e posizione della cappa di aspirazione, così come tutto il resto dell’impianto, deve essere progettato correttamente. Se può esserti utile ho scritto molto tempo fa una linea guida per la progettazione di un impianto industriale che trovi a questo link: https://ventilazionesicura.it/impianto-aspirazione-industriale/

Ma persino gli impianti di aspirazione progettati nel migliore dei modi, possono risultare incapaci di proteggere i tuoi lavoratori.

Se infatti non viene seguito un piano di manutenzione, a lungo andare l’impianto perderà la sua capacità di catturare le sostanze pericolose esponendo gli operatori a intossicazioni più o meno gravi, malori e malattie professionali.

Le cause principali di perdita di efficienza di un impianto possono essere:

  • filtro sporco e intasato oltre il massimo consentito
  • buchi nelle tubazioni a casa di corrosione
  • ostruzioni parziali o complete delle tubazioni a causa di depositi di polveri
  • rottura o usura eccessiva del ventilatore

Ecco perché è importante eseguire – e tenere traccia nei documenti – le varie attività di manutenzione periodica.

Inoltre è bene eseguire una misura periodica della capacità di aspirazione delle cappe installate, così da intercettare subito eventuali perdite di efficacia e conseguente esposizione dei lavoratori agli effetti nocivi delle sostanze.

Eseguire queste attività e documentarle ti aiuta anche per un secondo fine, oltre al buon mantenimento dell’impianto.

La sfiga infatti è sempre dietro l’angolo.

Pur avendo seguito scupolosamente tutti gli obblighi di legge e aver installato e tenuto in buone condizioni un impianto di aspirazione, possono capitare una serie di eventi in concomitanza che causano comunque un incidente sul lavoro.

Magari il ventilatore va in blocco proprio mentre più operatori stanno lavorando per scaricare del prodotto che si è incastrato nella linea produttiva. Non è pensabile poter eliminare completamente qualsiasi rischio, l’unico modo è chiudere l’azienda.

Avere una registrazione di tutte le attività di manutenzione eseguite e delle misure di aspirazione sempre conformi nel tempo ti mette sicuramente in una diversa luce di fronte a chi dovrà giudicare l’accaduto.

Non ti solleverà dallo spavento e dall’angoscia che certi incidenti scatenano in chi li vive, ma almeno la coscienza di aver fatto tutto il possibile ti aiuterà ad affrontare con meno timore i titoli sensazionalistici dei giornali e tutte le fasi successive di indagine.

Purtroppo però sono ancora troppe le aziende e i lavoratori che pensano “abbiamo sempre fatto così e non è mai successo niente”.

Poi però quando qualcosa succede, se non si è fatto nulla per cercare di ridurre o eliminare il rischio – magari mettendo solo a posto le carte con degli impianti fittizi – non c’è più nessuna possibilità di correre ai ripari.

E non sempre l’incidente si risolve con un’intossicazione non letale.

Se quindi hai paura di ritrovarti nella stessa situazione di questa azienda finita sui giornali, non inventarti delle soluzioni o delle “cappe” di aspirazione.

Se non puoi sostituire i prodotti che utilizzi eliminando di fatto la produzione di queste sostanze nocive, pensa di installare – o modificare se già presente – un impianto di aspirazione e filtrazione.

Rivolgiti ad un professionista che – dopo un sopralluogo necessario a valutare le tue esigenze particolari – ti presenti un progetto del sistema di aspirazione e ti dimostri poi l’efficacia effettiva nella cattura e rimozione delle sostanze pericolose.

Insieme ai tuoi consulenti esegui delle analisi periodiche della qualità dell’aria intorno a dove le sostanze vengono emesse, così da monitorare nel tempo la bontà della soluzione adottata.

Ed infine rispetta i piani di manutenzione proposti da chi ti ha fornito l’impianto di aspirazione, registrando su delle schede di manutenzione le attività svolte, la data in cui sono state eseguite e la firma di chi se ne è occupato.

Mai più guasti improvvisi!

Il Signore delle Ventole

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